Monthly Archives: giugno 2012

Risparmiamo l’acqua con la pacciamatura…

Risparmiamo l’acqua con la pacciamatura…

Ciao ragazzi, oggi parliamo della pacciamatura, fatta con metodi naturali e non…

Uno dei principali vantaggi della pacciamatura è la possibilità risparmiare l’acqua di annaffiatura delle piante; trattenendo l’umidità, infatti, permette di ridurre l’uso dell’acqua ed anche di risparmiare tempo, non costringendoci ad annaffiare tutti i giorni. Come forse ricorderete, ne avevamo già parlato nel post sui frutti di bosco, ma visto che il caldo estivo quest’anno si fa particolarmente sentire, penso sia meglio trattare più approfonditamente l’argomento.

Ci sono vari modi di fare la pacciamatura. Per esempio da qualche anno nel Giadorto io metto ogni settimana gli sfalci del prato tagliato. Lo posiziono intorno alle piante con un buono spessore in modo che, anche seccandosi, resti e trattenga sempre un pò di umidità e non faccia così seccare  la terra sottostante. Inoltre seccandosi e  disfacendosi, il prato tagliato diventa una specie di compostaggio a cielo aperto, e quindi concima pure. Allo stesso modo potete usare altri tipi di scarti naturali, come quelli che mettete nella compostiera (foglie, rami, ecc.). Forse saranno meno belli ma l’effetto è lo stesso.

Pacciamatura Con Corteccia

Intorno alle piante del giardino (quelle non da frutto) invece è molto comoda la corteccia di pino: anch’essa si disfà ma con un tempo un pò più lungo, più o meno tre anni; comunque trattiene molto bene l’umidità e vi permetterà di annaffiare meno risparmiando acqua. Io ho avuto la corteccia per 4 anni nel Giadorto (come vedete nella foto a destra) ma poi ho deciso di non aggiungerne più e di togliere la rimanente, perché purtroppo i gatti del quartiere l’avevano scelta come gabinetto personale… :-) Comunque se non avete di questi problemini ve la consiglio.

In altri paesi , sopratutto negli Stati Uniti, ho visto invece pacciamature fatte con un bello strato di aghi di pino, con corteccia triturata di quercia e faggio o anche solo con pezzetti di legno triturato ed (talvolta) colorato.

Lapillo Vulcanico

Ovviamente è possibile risparmiare acqua anche con pacciamature “non naturali”, come le pietre. In alcune aiuole del Giadorto, come quella della foto a sinistra per esempio, ho messo delle pietre di lapillo vulcanico naturale, ma si possono usare anche le pietre in marmo di Carrara. Con le pietre c’e’ veramente l’imbarazzo della scelta…scegliete quindi quelle che vi piacciono di più e mettetele nei vostri giardini o balconi. Naturalmente sono un pò più pesanti rispetto alla corteccia ma ci sono anche quelle più leggere…a voi la scelta…Pacciamatura Con Pietre

A voi Giadortisti da balcone consiglio le pietre o l’argilla espansa; anche in questo caso la terra nei vasi resta sempre un pò umida e potete risparmiare l’acqua, ma sopratutto restando umida vi dà la possibilità di non innaffiare tutti i giorni. Io uso le pietre in marmo di Carrara (le vedete sotto la trombetta nella foto a destra) perché amo molto il bianco, che fa risaltare le piante, inoltre col loro peso le pietre non permettono agli uccelli di spostare la terra. Trovavo sempre la terra scavata e sparsa ovunque dai merli sui miei balconi e con le pietre in marmo ho risolto anche questo problema. Come vi ho detto potete però mettere anche l’argilla espansa nei vasi: e’ più leggera e può essere spostata dagli uccelli, ma se non avete di questi problemi fate pure.

Penso che anche per oggi sia tutto, quindi non mi resta che lasciarvi la ricettina … Questa settimana continua il raccolto di melanzane, zucchine, fagiolini, pomodori….ecc, e con le melanzane ormai da qualche anno faccio questa ricettina golosa golosa che voglio condividere con voi…

Polpette di MelanzanePolpette Di Melanzane

Ingredienti: (per una decina di polpettine): 4-5 melanzane medie, un mazzetto di prezzemolo, 1 uovo, Parmigiano q.b., Pangrattato q.b., sale, pepe ed olio per friggere (ma si possono fare anche al forno).

Procedimento: lavate le melanzane, bucatele e fatele cuocere intere nel forno normale o per far prima qualche minuto nel forno a microonde, finche’ non saranno morbide. Una volta cotte vanno spellate e se ci sono troppi semi ne dovete togliere un po’. Solo ora mettetele in un minipimer o robot da cucina, riducetele in purea ed aggiungetevi il prezzemolo e l’uovo. A questo punto mettete la purea in una ciotola aggiustate di sale e pepe ed iniziate ad amalgamare il tutto con il parmigiano grattugiato ed un po’ di pangrattato, cercando di formare delle polpettine. Se il composto risulta troppo morbido va aggiunto naturalmente più parmigiano o pangrattato. Una volta preparate le polpettine, ripassatele nel pangrattato e friggetele immediatamente. Se non volete friggerle, potete comunque adagiarle in un recipiente da forno e cuocerle a 180° per 20 minuti. Le polpette sono pronte e buonappetito…

Come si “incannano” le orticole?

Come si “incannano” le orticole?

Buongiorno a tutti i giadortisti! Questa settimana abbiamo raccolto tantissimi piselli (vedete come sono carini nella foto?)…per non parlare della super mangiata di albicocche (di cui abbiamo parlato “abbondantemente” la settimana scorsa)!!! Piselli

Ma veniamo al tema di oggi. Questa volta vi voglio parlare dei vari modi di “incannare” (come si dice da noi) o sostenere le piante del giadorto.

In giro per il mondo ho visto talmente tanti modi di mettere i sostegni a queste piante che c’è veramente l’imbarazzo della scelta; adottate quindi quello che vi piace di più o che si adatta meglio alle piante che dovete sostenere.  Allora, cominciamo con il “metodo singolo“, 1 pianta – 1 canna, che si adotta per sostenere anche le piante nei vasi (come la pianta di pomodoro in vaso nella foto sotto). Con questo metodo sostengo primariamente le melanzane, i peperoni e le zucche, alle quali servirà come “rampa di lancio” per arrampicarsi sui vari angoli del giadorto. Io, come ben sapete, metto zucche e zucchine rampicanti ovunque nel giardino; le faccio rampicare sui muretti perimetrali del giadorto, sul tetto della casetta di legno, sul tetto della tettoia del vicino :-) , sulle ringhiere, e quest’anno voglio fare la pergola con le Trombette d’Albenga (lo so la solita esagerata…!!! ma alle zucche non resisto, ne ho già messe più di 10 anche quest’anno ;-) ).

Pomodoro In Vaso Incannato

Quando le piante sono molte, invece che una sola, come nel caso di pomodori, piselli, fagiolini e cetrioli, la cosa si complica. Per i pomodori  uso quello che chiamo il “metodo classico” (vedi foto qui sotto di marzo 2012), cioè unisco le file di pomodori due a due, incrociando le canne e unisco in alto le due file con un’unica canna in orizzontale. Quest’anno ho fatto 7 “incannamenti” con file da quattro pomodori uniti assieme due a due…quindi 2 file di pomodori da 4 per un totale di otto pomodori uniti assieme per ogni filare; si arriva così ad un totale di 56 pomodori incannati in questo modo.Marzo 2012 Pomodori Incannati Classico

Oppure uso il “metodo capanna indiana(per intenderci), composta da 3 o più canne (come vedete nella foto sotto) per far arrampicare i fagiolini o i cetrioli, metodo secondo me carinissimo e con un effetto molto scenografico. Altrimenti c’è il “metodo dritto standard”, che uso più che altro per i piselli ma anche per i fagioli: formo una specie di griglia verticale che poi man, mano verrà riempita dalle piante (ne trovate un esempio nell’ultima foto sotto prima della ricetta).

Per quanto riguarda la scelta delle canne, uso sempre le canne di bambù, perchè sono più resistenti, duranno anni e anni e sono pressochè indistruttibili. Potete però usare anche quelle che si trovano in giro nelle zone incolte, spesso crescono in zone umide vicino ai fiumi…sono canne validissime ma meno legnose e un pò più morbide rispetto al bambù; quindi in questo caso la sostituzione andrà fatta più spesso: non dico che le dovrete cambiare ogni anno,  ma quasi. Negli ultimi anni, comunque, si trovano in commercio sempre più tipi diversi di sostegni; non solo di  legno ma  anche  di plastica.

Metodo Capanna IndianaInfine, che materiale usare per legare le varie piante del giadorto? Io per le orticole uso ormai da anni la rafia naturale, o al massimo quella un pò più colorata…è carinissima e sopratutto,  quando in autunno si dovranno togliere le piante, potrà essere buttata anch’essa nella compostiera, poichè essendo naturale si decomporrà come tutte le altre piante. In commercio esistono poi i più disparati laccetti in plastica semplice o con l’anima di metallo…fate voi. Io naturalmente vi consiglio le cose naturali. Per esempio il filo metallico rivestito di plastica lo uso solo per legare le piante rampicanti, che altrimenti col troppo peso o negli anni si slegherebbero. In particolare lo uso per legare la rosa rampicante ed il kiwi…per il resto cose più naturali possibile, mi raccomando…!

Che dire: per oggi è tutto. Voglio lasciarvi solo la ricettina di oggi, come sempre a semplice semplice, come tutte le cose del giadorto, anche se questa volta  con lo stesso ingrediente se ne fanno 2. Perché? – direte voi. Perché  coi piselli facciamo una pasta  e con le bucce  una sorta di vellutata sfiziosissima!!! Poi in tempi di crisi non si butta via nulla, no? (in realtà è da anni che la faccio perchè mi dispiace buttare via le bucce dei piselli senza utilizzarli).Fagiolini Incannati A Griglia

Rigatoni piselli, pancetta ed aglio fresco

Ingredienti: 160g di pasta tipo rigatoni (per 2 persone, che questo è periodo di dieta ferrea !!!), piselli sgranati freschissimi, pancetta dolce o affumicata a vostra scelta, 1 aglio fresco (aglio in “erba”, che si è diviso da poco in spicchi quindi è ancora tenerissimo più simile ad un cipollotto fresco), vino bianco per sfumare, parmigiano, sale e pepe (se graditi). Rigatoni Piselli Pancetta E Aglio Fresco

Procedimento: Dopo aver sgranato i piselli, lavateli e metteteli da parte; mettete l’acqua di cottura per la pasta; e poi in una padella fate scaldare un pò d’olio e soffriggete leggermente l’aglio o il cipollotto fresco e la pancetta. Solo ora aggiungete i piselli, continuate la cottura, e dopo qualche minuto mettete anche il vino bianco. Quindi fate cuocere bene i piselli. Quando l’acqua bolle, buttate la pasta e continuate a controllare la cottura dei piselli; se dopo che il vino si è ritirato risultano ancora duri, continuate la cottura aggiungendo l’acqua di cottura della pasta. E’ una sorta di principio di mantecatura; ho notato che se uso questo metodo l’amido che è già nell’acqua farà legare meglio la pasta successivamente. Solo all’ultimo, prima di scolare la pasta, aggiustate il sugo di sale e pepe. Una volta cotta, scolatela e mantecate il tutto col parmigiano e se necessario altra acqua di cottura. Impiattate e buon appetito!

Vellutata di bucce di piselli

Ingredienti: bucce di piselli non trattate, 1-2 cipollotti, 2-3 carote,  qualche costina di sedano, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 patata grande, sale, pepe, parmigiano, e se gradite potete aggiungere all’ultimo anche qualche crostino di pane.

Procedimento: ci sono varie versioni anche per questo piatto; la mia versione è questa, (le quantità degli ingredienti saranno più o meno a seconda di quante bucce di piselli avete): faccio un soffrittino di sedano, carota, cipolla e prezzemolo. Unisco poi le bucce dei piselli, magari un pò spezzetate per farle cuocere più in fretta, e la patata fatta a dadini; aggiungo acqua e faccio cuocere il tutto. Una volta cotto il composto lo faccio raffreddare, e passo il tutto nel passaverdure. Una volta passato, rimetto sul fuoco la vellutata, per farla scaldare ed eventualmente farla rapprendere un pò se risulta troppo liquida. Una volta che ha raggiunto la consistenza desiderata, impiattatela, aggiustate di pepe, aggiungete parmigiano e crostini di pane se graditi … ed il piatto è pronto…

Dal Giadorto alla tavola: speciale albicocche

Dal Giadorto alla tavola: speciale albicocche

Albicocche Del Giadorto

Ciao a tutti: ricordate che le albicocche stavano per maturare???  Ebbene: è successo…e purtroppo sono maturate tutte insieme, con orde fameliche di merli incuranti dei vari metodi per spaventarli (strisce di alluminio, CD, bau bau di Giotto il bassotto, ecc. ecc.)  e pronti a becchettarle appena ci distraiamo. Alla fine abbiamo dovuto coglierle tutte (erano più di 200) e cominciare a mangiarle: buonissime!!!! Ma troppe. Per questo abbiamo cercato delle ricette che ci permettessero di gustarle in modo alternativo (ovviamente se ne avanzano ancora c’è sempre la soluzione “marmellata”).

Il breve post di oggi, quindi, è un pò anomalo: parliamo di 3 torte di albicocche che abbiamo testato in queste settimane…magari non è la migliore stagione per parlare di dolci (prova costume alle porte, ahimè!), ma questi sono un pò più salutari degli altri (anche perchè ho usato il  fruttosio al posto dello zucchero) e mangiandoli a colazione si riescono a smaltire meglio durante la giornata ;-) . Ovviamente non dovete per forza mangiarli tutti e tre, ma potete preparare solo quello che rispecchia meglio i vostri gusti: fatemi sapere…


Claufotis Alle AlbicoccheClafoutis alle albicocche

Questa è una ricetta tipicamente francese. La torta rimane un pò budinosa ma è buonissima, sia calda che fredda, e soprattutto è un dolce molto dietetico perchè contiene quasi solo frutta.

Ingredienti: 500 gr di albicocche, 2 cucchiai di brandy, 90 gr di farina, 200 ml di latte, 3 uova, 100 gr di zucchero o fruttosio, la buccia grattata di un limone, zucchero a velo q.b. (se gradito).

Procedimento: Pulite e tagliate le albicocche e mettetele da parte.  Imburrate e cospargete di zucchero uno stampo da torta abbastanza capiente. Sbattete le uova con lo zucchero, facendole montare il più possibile. Quindi incorporate la farina, la buccia di limone, e il brandy. Alla fine aggiungete le albicocche e versate il composto nello stampo. Mettete in forno caldo a 180° per 40-45 minuti. Una volta sfornata, guarnite la torta con zucchero a velo a piacere. (Ovviamente potete farla più dietetica usando la carta forno al posto di burro e zucchero per lo stampo ed evitando lo zucchero a velo alla fine).

Torta Di Ricotta Alle Albicocche

Torta di ricotta alle albicocche

Ingredienti: 4 uova, 200 gr di zucchero, una vaschetta di ricotta da 250 gr, la buccia grattata di 1 limone, 1 bustina di lievito, 300 gr di farina, 300 gr di albicocche, 150 ml di latte, zucchero a velo q.b. (se gradito).

Procedimento: Come prima, pulite e tagliate le albicocche e mettetele da parte. Lavorate insieme e tutti gli altri ingredienti e aggiungete alla fine le albicocche. Versate l’impasto in uno stampo foderato di carta da forno e mettete nel forno caldo a 180° per 30-40 minuti. Alla fine aggiungete zucchero a velo a piacere.

Torta di albicocche con la cannella

Ingredienti: 600 gr di albicocche, 200 gr di farina, 150 gr di zucchero, 100 gr di burro, 2 uova, 1 bustina di lievito, cannella q.b., zucchero a velo q.b. (se gradito).

Procedimento: spezzettare le albicocche e lasciarle per mezz’ora a macerare con 1 cucchiaio di cannella ed un cucchiaio di zucchero. In un’ altra ciotola mischiare la farina, lo zucchero, il burro sciolto, il lievito, le uova. Infine aggiungete le albicocche all’impasto e come al solito mettetele in una teglia foderata di carta da forno. Infornate a 180° per 40-45 minuti. Ovviamente i tempi di cottura  per le tre torte sono indicativi e si possano allungare o accorciare a seconda della capacità di scaldare del vostro forno.

Quale mi è piaciuta di più? Beh, forse la torta di ricotta, anche se quella con la cannella è veramente moooolto particolare e d’altra parte il clafoutis è perfetto per la linea…insomma ce n’è per tutti i gusti.

Beh, per oggi è tutto. Ci vediamo tra qualche giorno con un post “più classico” ;-) .

A presto, Giada.