Risparmiamo l’acqua con la pacciamatura…

Risparmiamo l’acqua con la pacciamatura…

Ciao ragazzi, oggi parliamo della pacciamatura, fatta con metodi naturali e non…

Uno dei principali vantaggi della pacciamatura è la possibilità risparmiare l’acqua di annaffiatura delle piante; trattenendo l’umidità, infatti, permette di ridurre l’uso dell’acqua ed anche di risparmiare tempo, non costringendoci ad annaffiare tutti i giorni. Come forse ricorderete, ne avevamo già parlato nel post sui frutti di bosco, ma visto che il caldo estivo quest’anno si fa particolarmente sentire, penso sia meglio trattare più approfonditamente l’argomento.

Ci sono vari modi di fare la pacciamatura. Per esempio da qualche anno nel Giadorto io metto ogni settimana gli sfalci del prato tagliato. Lo posiziono intorno alle piante con un buono spessore in modo che, anche seccandosi, resti e trattenga sempre un pò di umidità e non faccia così seccare  la terra sottostante. Inoltre seccandosi e  disfacendosi, il prato tagliato diventa una specie di compostaggio a cielo aperto, e quindi concima pure. Allo stesso modo potete usare altri tipi di scarti naturali, come quelli che mettete nella compostiera (foglie, rami, ecc.). Forse saranno meno belli ma l’effetto è lo stesso.

Pacciamatura Con Corteccia

Intorno alle piante del giardino (quelle non da frutto) invece è molto comoda la corteccia di pino: anch’essa si disfà ma con un tempo un pò più lungo, più o meno tre anni; comunque trattiene molto bene l’umidità e vi permetterà di annaffiare meno risparmiando acqua. Io ho avuto la corteccia per 4 anni nel Giadorto (come vedete nella foto a destra) ma poi ho deciso di non aggiungerne più e di togliere la rimanente, perché purtroppo i gatti del quartiere l’avevano scelta come gabinetto personale… :-) Comunque se non avete di questi problemini ve la consiglio.

In altri paesi , sopratutto negli Stati Uniti, ho visto invece pacciamature fatte con un bello strato di aghi di pino, con corteccia triturata di quercia e faggio o anche solo con pezzetti di legno triturato ed (talvolta) colorato.

Lapillo Vulcanico

Ovviamente è possibile risparmiare acqua anche con pacciamature “non naturali”, come le pietre. In alcune aiuole del Giadorto, come quella della foto a sinistra per esempio, ho messo delle pietre di lapillo vulcanico naturale, ma si possono usare anche le pietre in marmo di Carrara. Con le pietre c’e’ veramente l’imbarazzo della scelta…scegliete quindi quelle che vi piacciono di più e mettetele nei vostri giardini o balconi. Naturalmente sono un pò più pesanti rispetto alla corteccia ma ci sono anche quelle più leggere…a voi la scelta…Pacciamatura Con Pietre

A voi Giadortisti da balcone consiglio le pietre o l’argilla espansa; anche in questo caso la terra nei vasi resta sempre un pò umida e potete risparmiare l’acqua, ma sopratutto restando umida vi dà la possibilità di non innaffiare tutti i giorni. Io uso le pietre in marmo di Carrara (le vedete sotto la trombetta nella foto a destra) perché amo molto il bianco, che fa risaltare le piante, inoltre col loro peso le pietre non permettono agli uccelli di spostare la terra. Trovavo sempre la terra scavata e sparsa ovunque dai merli sui miei balconi e con le pietre in marmo ho risolto anche questo problema. Come vi ho detto potete però mettere anche l’argilla espansa nei vasi: e’ più leggera e può essere spostata dagli uccelli, ma se non avete di questi problemi fate pure.

Penso che anche per oggi sia tutto, quindi non mi resta che lasciarvi la ricettina … Questa settimana continua il raccolto di melanzane, zucchine, fagiolini, pomodori….ecc, e con le melanzane ormai da qualche anno faccio questa ricettina golosa golosa che voglio condividere con voi…

Polpette di MelanzanePolpette Di Melanzane

Ingredienti: (per una decina di polpettine): 4-5 melanzane medie, un mazzetto di prezzemolo, 1 uovo, Parmigiano q.b., Pangrattato q.b., sale, pepe ed olio per friggere (ma si possono fare anche al forno).

Procedimento: lavate le melanzane, bucatele e fatele cuocere intere nel forno normale o per far prima qualche minuto nel forno a microonde, finche’ non saranno morbide. Una volta cotte vanno spellate e se ci sono troppi semi ne dovete togliere un po’. Solo ora mettetele in un minipimer o robot da cucina, riducetele in purea ed aggiungetevi il prezzemolo e l’uovo. A questo punto mettete la purea in una ciotola aggiustate di sale e pepe ed iniziate ad amalgamare il tutto con il parmigiano grattugiato ed un po’ di pangrattato, cercando di formare delle polpettine. Se il composto risulta troppo morbido va aggiunto naturalmente più parmigiano o pangrattato. Una volta preparate le polpettine, ripassatele nel pangrattato e friggetele immediatamente. Se non volete friggerle, potete comunque adagiarle in un recipiente da forno e cuocerle a 180° per 20 minuti. Le polpette sono pronte e buonappetito…

4 Responses »

  1. anche io uso il metodo dell’erba sfalciata, pensa che quando non ne ho abbastanza vado in deposito comunale e mi faccio mettere sul camioncino tutta l’erba sfalciata che c’è che proviene dalle aiuole del comune del mio paesino,poi con pazienza la metto in spessore tra i miei ortaggi… e devo dire che l’anno scorso con la siccità che c’e stata ho fatto un mare di verdure grazie a questa pacciamatura, e annaffiavo 1 volta ogni 2 o 3 giorni!!! gli addetti della discarica comunale rimangono sempre stupiti e non capiscono a cosa serva tutta quell’erba, così li invito sempre nel mio bell’orticello a vedere…

    • Grazie per la tua testimonianza Miky, sono contenta che qualcuno conosca i miei consigli sull’uso degli sfalci di erba, per risparmiare acqua e per concimare le verdure. E’ bello sapere che non sono una mosca bianca :-)

      • Leggendo il tuo blog condivido tutto pienamente… pernsa che io sono perito agrario, ho finito la scuola 4 anni fa e non mi hanno mai insegnato nulla di ecologia, risparmio energetico, idrico, ecc; tutto è basato sul consumo sfrenato di risorse, addirittura mi facevano imparare tutti i nomi dei diserbanti e degli anticrittogamici come se la normalità sia solo avvelenare tutto… poi ho scoperto un mondo diverso, che mi ha completamente rivoltato tutte le idee inculcate nella testa dalla scuola, e ne sono ben felice. Quando ne parlo con qualcuno che pratica agricoltura tradizionale quasi mi ride in faccia, per loro è tutto impossibile, non riescono a vedere possibili cose diverse da quelle che hanno sempre fatto…

        • Ciao Miky,purtroppo è dura far cambiare il sistema e le persone, anch’io ho fatto agraria per un certo periodo e tutto era così standardizzato…In quel caso me ne sono scappata a gambe levate. Poi ho trovato la mia dimensione in tutt’altra università…pensa che ho fatto una tesi in bioetica…parlando di etica ecologista, del principio di responsabilità in quel caso riferendomi agli OGM. Comunque anche nella università dove mi sono laureata visto che era un argomento fuori dagli schemi delle tesi classiche, sono stata considerata zero. Dopo la tesi ho fatto anche un master in Comunicazione ambientale, anche qui tanto studio…e poi alla fine sono sempre la sola “scocciatrice ecologista”. E va bè l’importante secondo me è trovare una propria dimensione, una propria etica, e proseguire per quella strada.
          Sarà per la mie origini toscane, ma non potrei fare diversamente, a me è stato insegnato fin da piccolissima a coltivare, l’orto, il giardino nel più totale rispetto della natura. I miei genitori ed i miei nonni prima di loro, per tradizione coltivavano nel modo più semplice ed ecologico possibile con quello che si produceva in casa,(vedi cenere di legna e sfalci di prato). Certo finchè parliamo di piccoli appezzamenti di terra è molto più semplice…ma certe cose sarebbe semplice applicarle anche a coltivazioni più intensive e non è necessariamente vero che fare agricoltura bio costi di più, anzi…

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>