Produzioni di fine estate: i friggitelli

Produzioni di fine estate: i friggitelli

Friggitelli Raccolto GiornalieroI friggitelli (conosciuti anche come friggitielli o semplicemente come peperoncini dolci) sono i peperoni che preferisco, probabilmente gli unici che non mi danno problemi di digestione. Per questo motivo negli anni ho sperimentato tante ricette sfiziose per cucinarli: li metto al posto dei peperoni normali nel gazpacho, nella ratatuille, e praticamente in ogni ricetta che ne preveda l’uso. Come vedete nella foto a lato, sono quelli piccoli a forma di cornetti verdi.

Anche le piantine di friggitelli sono arrivate nel giadorto tra marzo e aprile. In particolare all’inizio della stagione primaverile ne ho piantate 2 vaschette da 6, e naturalmente quelle 12 pianticelle piccole piccole, comprate per 1 euro a vaschetta, sono “misteriosamente” diventate degli alberi di 2 metri…Pensate che quelle che ho piantato in una delle aiule a mezzaluna del giadorto hanno superato in poco tempo la pianta del cedro e ormai si sono talmente infilate nella sua chioma che quasi non distinguo più il peperone dal cedro, e tutto questo nonostante l’ombra invadente del cedro e della quercia. D’altra parte anche le 6 piante nell’altra mezza luna non se la cavano male (come vedete nella foto sotto), e producono così tanti friggitelli che i rami tendono a spezzarsi appena i peperoncini crescono, se non li lego in tempo. La scorsa settimana purtroppo, a causa la pioggia, la pianta più alta si è spezzata del tutto e l’ho trovata sdraiata per terra assieme alle canne che la sostenevano.Pianta Di Friggitelli

Comunque, a parte questi inconvenienti, se la stagione rimarrà stabile andremo avanti ancora per qualche mese anche con questa produzione, come sempre fino a che non arriverà il freddo a gelare le piante. Nei prossimi mesi, quindi, state sempre attenti al meteo, miei amici giadortisti. Cerchiamo di portare le produzioni più in la possibile anche se ovviamente alla fine dovremo arrenderci all’inverno. L’importante è stare attenti a non far andare sotto zero gli ultimi raccolti: controllate e raccogliete giornalmente le zucchine, i fiori, i fagiolini, le melanzane e i friggitelli fino a che vengono prodotti…

D’altra parte è bello anche cambiare alimentazione a seconda del periodo dell’anno in cui ci troviamo, no? Ed a novembre e dicembre ci potrà anche far piacere iniziare a mangiare le zuppe e i cavoli in tutte le salse…

Ma torniamo ai nostri friggitelli: la ricetta classica, come forse dice il nome, prevede di metterli in padella con l’olio a friggere. Qualcuno li butta in padella tutti interi dopo averli lavati, ma io preferisco togliere anche il picciolo, i semi ed il bianco; poi li metto in padella divisi in due, dopo aver fatto soffriggere uno spicchio d’aglio in olio abbondante, e li faccio andare a fuoco vivo. Sono buoni anche al dente quindi non hanno bisogno di una gran cottura. Come immaginerete, possono diventare anche un ottimo condimento per la pasta. Vediamo in proposito una ricettina che ne esalta particolarmente il sapore…


Rigatoni Coi FriggitelliRigatoni, friggitelli e pomodorini

Ingredienti: 200 g  pasta tipo rigatoni, olio e.v.o., 1 spicchio d’aglio, un bel piatto di friggitelli, una manciata di pomodorini (10-15), pangrattato, prezzemolo, sale.

Procedimento: mettete per prima cosa la pentola con l’acqua per la pasta; poi pulite i friggitelli, lavateli, togliete i semi e fateli a pezzetti; lavate anche i pomodorini e tagliateli a metà. In una padella (io uso una padella tipo wok) mettete a scaldare l’aglio con l’olio; non appena imbiondisce, buttate subito i friggitelli, fateli andare a fuoco vivo e dopo qualche minuto aggiungete i pomodorini. Quando bolle l’acqua,  buttate i rigatoni, e cuoceteli al dente tenendo un pò d’acqua di cottura della pasta. Nel frattempo tostate in un padellino un pò di pangrattato per 2-3 minuti e mantecate poi la pasta, il sugo di friggitelli e pomodorini ed il pangrattato. Mi raccomando, non fatelo troppo asciutto e state attenti a dosare bene il pangrattato… e servitelo caldissimo: sarà ancora più da leccarsi i baffi.

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