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La manutenzione dell’orto estivo non richiede troppo tempo

La manutenzione dell’orto estivo non richiede troppo tempo

Eccoci di nuovo alla bella stagione: tante piante, tanto orto e tante cose da gestire! Armiamoci quindi di pazienza e prendiamoci un pò di tempo per mantenere belli e rigogliosi i nostri spazi verdi. Non pensate di dover avere per forza molto tempo libero per fare l’orto o per mantenere bello il giardino o il balcone. Io adoro stare fuori e quindi dedico al Giadorto almeno 2 ore al giorno, ma sono un’eccezione, e sono malata di piante e giardino, quindi non faccio testo ;-) . Si può fare sicuramente bene anche con meno tempo a disposizione.

Primi PomodoriIeri ad esempio ho tagliato il prato, attività alla quale in questo periodo (come probabilmente vi ho detto in in altri post) mi devo dedicare una volta a settimana e che di solito non mi prende più di  mezz’ora (non è tantissimo tempo, anche se ovviamente dipende dall’estensione del vostro prato: il mio è all’incirca 150 mq). Adesso inoltre lo sto ancora concimando a settimane alterne (fino a che non arriva il caldo intenso). Il tempo per spargere i granellini di concime è 5 minuti. Quest’anno poi come sapete ho riseminato tutto il prato per la prima volta dopo 6 anni di vita del Giadorto, ma facendolo per pezzetti, ho lavorato max 1-2 ore a volta. Nei punti dove era ancora troppo rado, in realtà sono andata a riseminarlo (ci ho messo massimo un’oretta di lavoro). Tutto questo per dirvi che anche avere un prato non costa poi così tanta fatica, solo da mezzora a qualche ora a settimana, in questa stagione (specialmente se avete un sistema di annaffiamento automatico che vi libera dall’obbligo di passare le serate a dare l’acqua alle vostre piante).

Ovviamente l’attività più impegnativa in questo periodo è la manutenzione dell’orto, e in particolare dei pomodori (almeno nel mio caso, avendone più di 50 piantine). La cosa più noiosa è doverli legare e stallare ogni settimana, sopratutto quando sono piccoli, perchè bisogna stare un pò piegati; una volta che crescono, è più semplice legarli. Chiaramente nel Giadorto il lavoro è un pò più lungo, ma se avete poche piantine si fa abbastanza presto.

Per collegare i due temi di cui ho appena parlato, ricordate che ogni volta che tagliate il prato (almeno in estate) vi conviene tenere gli sfalci (che in altre occasioni avreste buttato o messo nella compostiera) per posizionarli intorno alle orticole, che siano pomodori, zucchine, cetrioli, patate, ecc.: l’erba tagliata farà loro da concime mano a mano che si consumerà, e creerà poi un bello strato che manterrà umida la terra alla base delle piante anche nei giorni più caldi.

Naturalmente oltre ai pomodori vanno sempre controllate e legate le altre orticole come le melanzane, i peperoni, i fagiolini rampicanti, i piselli, i cetrioli e le zucche: le modalità e sono simili ai pomodori, ma ovviamente i tempi crescono con le quantità (che comunque per noi “contadini di città” non saranno mai eccessive).

E poi, visto che la stagione fino ad ora è stata un pò altalenante, ho dato un pò di concime liquido alle piante (sia orticole che fiori) per evitare che, a causa del maltempo, se ne ritardasse o addirittura arrestasse la crescita. Come sapete, sto sempre usando dei buoni prodotti bio che per fortuna non mi deludono mai.

GlicineChe altro? Naturalmente anche le altre piante da fiore vanno seguite. Quest’anno ho messo in vaso 2 glicini uno classico e l’altro rosa, ma di tipo “prolific”. Lo preferisco perchè continua a fare fiori invece di limitarsi ad una sola fioritura. Una volta non esistevano queste varietà rifiorenti di glicine, e addirttura alcuni dicevano che i glicini in vaso non venivano bene o che non riuscivano a fiorire. Comunque io li concimo spesso in questo periodo e mano a mano che crescono li lego per farli arrampicare meglio.

Anche la rosa rampicante quest’anno ha fatto una bellissima fioritura. Peccato che le piogge ed il brutto tempo ne abbiano intaccato la bellezza. Mano a mano che i boccioli sfioriscono, li andrò a tagliare;  una volta finita la fioritura, può essere fatta una sorta di “piccola potatura estiva” per contenere la pianta e fermarla bene ai supporti.

Bè anche per oggi è tutto: scusate l’assenza ma in questo periodo, sono stata super impegnata (spero di rifarmi nei prossimi post con qualche dettaglio in più sulla gestione delle singole orticole). Non abbastanza impegnata, però, per dimenticarmi della nostra consueta ricettina, che questa volta è di un dolce a base di uno dei miei frutti preferiti,  le fragole, visto che ancora sono di stagione. Si tratta di una particolare versione del (o della) Cheese cake in cui, diversamente dalla ricetta standard il formaggio viene cotto. In realtà la ricettina è della mia amica e cognata Giulia, che ringrazio per avermela fatta scoprire.

CheesecakeFragoleCheesecake alle fragole 

Ingredienti: 2 limoni (non trattati, io uso quelli del Giadorto naturalmente), 5 uova, 400g di biscotti secchi (tipo digestive), 160 g di burro, 660g formaggio tipo philadelphia, 150g di zucchero (più altro zucchero q.b. per la salsa di fragole ), un cestino di fragole.

Procedimento: Innanzi tutto tirate fuori il burro dal frigo qualche ora prima in modo da farlo ammorbidire. Poi sbriciolate i biscotti aiutandovi con il minipimer. Una volta sbriciolati, lavorateli bene col burro, fino a raggiungere un composto omogeneo, ed usatelo per preparate il fondo ed il bordo della torta in uno stampo a cerniera precedentemente imburrato. A questo punto mettete lo stampo in frigo per mezz’ora. Iniziate quindi a fare la crema, lavorando a parte i tuorli con lo zucchero, per poi mano a mano incorporarvi il formaggio, la scorza e le chiare montate a neve. Infine mettete la crema nello stampo e cuocete in forno preriscaldato a 180°per 30 minuti.

Fate freddare la torta, e poi mettetela in frigo per 12 ore.

Per la salsina di fragole (o frutti di bosco) da mettere sopra la torta prima di servire, basta che laviate e frulliate un cestino di fragole con il succo di un limone e zucchero a piacere.

E’ buonissima e sopratutto è facile e comoda da preparare il giorno prima per il giorno dopo…

La cura dell’orto estivo

La cura dell’orto estivo

Ciao a tutti. Scusate l’attesa, ma i lavori di questo periodo (non solo nell’orto ma in tutta casa) mi hanno assorbito non poco.

Allora, in giardino ho finito di seminare tutto il prato: non so se ve l’avevo già detto, ma sta venendo bene; poi più si taglia più cresce e io ormai lo sto tagliando una volta a settimana. Ogni 15-20 giorni, poi,  lo sto concimando con dei buoni concimi, meglio se bio, sia per il cagnolotto che gira in giardino e sia perchè poi gli sfalci di prato li vado a distribuire nell’orto, quindi meglio prodotti tutti naturali.

Primi PomodoriNell’orto i pomodori sono stati tutti incannati ed ogni settimana (man mano che crescono) li sto legando e “stallando” (togliendo i rami ascellari). Inoltre li ho già zappettati più volte, distribuendo intorno alle piante e incorporando nel terreno gli avanzi della cenere di legna dell’inverno. Naturalmente ogni settimana, come vi dicevo prima, distribuisco intorno alle piante l’erba tagliata (la famosa “pacciamatura”), in modo da concimare ulteriormente i pomodori. Gli sfalci del prato inoltre, come altre volte abbiamo detto, se messi in un bello strato intorno alle piante oltre che concimare creano un ambiente umido che permette di risparmiare l’acqua delle innaffiature. E come vedete nella foto a sinistra cominciano ad arrivare le prime soddisfazioni ;-) .

Poi mi sono nate tutte le zucche e le zucchine che avevo seminato nei vasetti, ed in questi giorni le ho messe in piena terra: ora è solo questione di pazienza e di caldo per farle crescere. Anche i fagiolini in erba verdi, quelli viola e quelli rampicanti sono quasi tutti nati e li ho già messi in piena terra. Le patate, gli asparagi e i carciofi procedono bene. Anche melanzane e peperoni stanno crescendo velocemente: li ho già incannati ed ogni settimana, come per i pomodori, devo procedere alla legatura.

Fiori Delle FaveIntanto stiamo mangiando i primi “baccelli” (le fave per i non-toscani ;-) ), in piccole quantità naturalmente, perchè quest’anno non ne avevo messi molti. Guardate nella foto a destra che fiori buffi fanno prima di cominciare a produrre i baccelli. Anche le cipolline e le insalate messe in consociazione con le altre piante (le prime vicino alle fave e le seconde tra i pomodori) fanno ben sperare. Infine ho comprato il basilico foglia di lattuga e quello viola in vaso e messo in piena terra il basilico classico da pesto.

Purtroppo ho già finito tutta la cenere dell’inverno, ed anche le trappole alla birra contro le lumache con questo caldo non fanno un odore molto gradevole, quindi mi sono comprata l’antilumaca bio. Ho scoperto questa nuova linea tutta bio (“Natria”) che fa sia l’antilumaca che altri trattamenti fogliari per le piante da frutto: per ora la sto provando e mi sembra buona. Il prodotto fogliare da spruzzare sulle foglie è a base di polvere dell’albero di Neem, che sappiamo essere un buon insetticida. La sto provando sugli agrumi che col Bolla Del Pescocaldo sono pieni delle simpatiche “mosche bianche”, e sul ciliegio (che purtroppo ha qualche pidocchietto). Per i peschi, che in questo periodo sono affetti dalla “bolla del pesco” (nella foto vedete l’effetto di questo fungo sulle foglie), sto usando invece un fungicida, sempre biologico; sono alle prime applicazioni quindi vi farò sapere più in là.

Anche per oggi è tutto, vi volevo lasciare solo due ricettine semplici semplici, fatte coi prodotti invernali di fine stagione. L’altra sera ho fatto una frittatina con uno dei cesti di puntarelle che ho ancora nell’orto (ne ho ancora dieci cestini, devo anche sbrigarmi a mangiarli prima che passino e poi devo fare lo spazio per altri ortaggi estivi)…E poi con le arance del Giadorto, ho provato a fare una cosa un pò più estiva il sorbetto all’arancia e mi è venuto veramente buono, e sopratutto semplicissimo da fare…

Frittata di puntarelleFrittata di puntarelle

Ingredienti: 3-4-uova, 1 puntarella, 1 mazzetto di prezzemolo, parmigiano grattugiato q.b., 1 alice sott’olio, sale, pepe.

Procedimento: Lavate e fate a pezzetti abbastanza piccoli la puntarella. Sbollentatela per qualche minuto in acqua bollente salata per togliere un pò di amaro. Scolatela e fatela lievemente raffreddare. Lavate anche il mazzetto di prezzemolo e spezzettatelo in una ciotola abbastanza capiente; unitevi le uova, il parmigiano grattugiato, un pizzico di sale, l’alice, il pepe (se gradito), e sbattete tutti gli ingredienti insieme. Infine aggiungete le puntarelle fatte raffreddare. Andate a cuocere la frittata in una padella antiaderente abbastanza capiente, con un filo d’olio. Rigiratela e servitela immediatamente.

Sorbetto All'AranciaSorbetto all’arancia

Ingredienti: 1/2 litro di acqua,1 limone, 300g di zucchero, 8 arance, 1 chiara d’uovo.

Procedimento: Per prima cosa spremete il limone e unitelo allo zucchero ed all’acqua in un pentolino; portate ad ebollizione il tutto e fatelo bollire per qualche minuto. Mentre questo sciroppo si fredda, lavate le arance, grattatene la scorza a 2-3, e spremetele tutte. Non appena lo sciroppo è quasi freddo, unitevi il succo delle arance e la scorza. All’ultimo montate a neve ben ferma la chiara d’uovo ed andate ad incorporarla al composto. Mettete tutto il composto in un recipiente da freezer, e lasciatelo raffreddare nel congelatore per un’ora circa. Una volta trascorso il tempo, riprendete il sorbetto e frullatelo (io ho usato il minipimer ad immersione). Quindi rimettete nel congelatore per conservarlo. Quando dovete mangiarlo vi consiglio di ritirarlo fuori con largo anticipo e di rigirarlo bene con un cucchiaio o con una frusta: deve risultare ghiacciato ma cremoso.

Lavori autunnali: diamo nuova vita al nostro prato!

Lavori autunnali: diamo nuova vita al nostro prato!

Ciao ragazzi, questa settimana vi volevo parlare della cura del prato. Come già vi ho accennato in uno degli ultimi post, con la fine dell’estate è arrivato il momento di darsi da fare anche coi nostri manti erbosi. Questo, oltre che all’inizio della primavera, è uno dei due periodi dell’anno migliori sia per la semina (o la risemina) che per la concimazione.

Prato RovinatoIl mio prato purtroppo, a causa del caldo intenso di quest’anno, è messo un pò male (la foto a sinistra vi dà un’idea di quanto sia rovinato in alcuni punti), tutto chiazzato e con vari punti in cui si è bruciato; innanzi tutto quindi è bene concimarlo. In commercio ci sono vari prodotti per la concimazione, anche naturali, solitamente in granuli. Io ho preso un sacco da 5 kg di quelli naturali, che si usano anche in agricoltura biologica; in realtà potrei spargere i granuli ovunque nel giadorto, ma per ora voglio iniziare a concimare solo il prato. Quest’anno penso che dovrò concimarlo più volte, visto come è messo. La tecnica che uso è la seguente: innanzi tutto la terra non deve essere troppo asciutta, quindi o lo concimate 1-2 giorni dopo che è piovuto o lo bagnate il giorno prima. Poi taglio l’erba, e infine cospargo tutta la superficie del prato con manciate di granulato, più o meno 1-2 manciate per metro quadro, anche se io vado molto a occhio (se aguzzate la vista, i puntini neri nella foto sono i granuli di concime). Con 5 kg più o meno penso di riuscire a concimare 1-2 volte (il prato ha una superficie di circa 150 metri quadri). Successivamente bagno per bene il prato, cercando di far sciogliere i granuli il più possibile, in modo da evitare problemi ai nostri amici a quattro zampe. Con il concime il prato innanzi tutto si rafforzerà per superare l’inverno, e poi nell’immediato, dopo pochi giorni, lo dovreste vedere  già più verde e vigoroso.

Sicuramente questo trattamento, eventualmente fatto più volte (io penso di concimare adesso una prima volta, vedere come va, e se sarà necessario riconcimare tra un mese o un mese e mezzo), basterà per buonaparte del tappeto erboso, ma per gli angoletti o gli altri punti troppo sciupati dovremo riseminarlo da capo. A seconda dell’uso, della posizione, o della qualità del prato originale dovrete prendere (mi raccomando) dei semi diversi: prato da sole, o da ombra, o all’inglese con i fili d’erba finissimi, o tipo “campo da calcio”, più adatto al calpestio. Io metterò quello da ombra, perchè devo riseminare vicino ai muri ed intorno alla quercia, ma adatto al calpestio, che ha  fili d’erba un pò grossolani. Per riseminare correttamente il prato dovremo aggiungere ai semi del terriccio; per far ciò, potete prendere quello già miscelato per tappeti erbosi, che ha al suo interno la sabbia, o potete miscelare voi un qualsiasi terriccio universale con della sabbia. La sabbia serve per drenare meglio il terreno; infatti penso di aggiungerne un pò in alcuni punti del prato che vedo un pò più fangosi. Ma torniamo alla nostra semina. Io faccio così: prendo un secchio al cui interno mischio il terriccio universale, la sabbia, i semi del prato ed anche qualche granulo di concime; poi vado col secchio nel punto in cui voglio riseminare e stendo un pò della suddetta miscela sul terreno. Faccio questo anche quando voglio rinfoltire il prato in alcuni punti. Farò più volte questi secchi miscelati fino ad aver riseminato tutti i punti sciupati. Si lo sò: è un lavoro certosino, ma con un pò di pazienza vedrete che bei risultati e che prato!

Giotto Sul PratoAh! naturalmente state attenti a non calpestare le zone riseminate per alcuni giorni. Io, a causa dello “gnometto” (Giotto il bassotto, per chi non lo conoscesse eccolo nella foto a destra quando il prato era in buone condizioni), semino prima una metà giardino e poi l’altra, cercando di  non farcelo camminare troppo sopra!!!

Se invece volete mettere il prato pronto è più o meno lo stesso: fino a tutto ottobre questo è anche il momento migliore per metterlo e farlo attecchire. Mi raccomando: anche col prato pronto dovete avere un buon terreno di base, tipo il terriccio per tappeti erbosi, su cui appoggiare i rotoli d’erba. Sicuramente col prato pronto dovrete faticare meno, ma non è detto che il risultato sia altrettanto bello.

Altra raccomandazione: tagliate spesso il prato, quando lo concimate, perchè più lo si taglia e più si “risistema”; invece quando avete seminato il prato, nei punti seminati aspettate che l’erba sia nata e cresciuta di qualche centimetro prima di passarci con il tagliaerba.

Anche per oggi mi sembra sia tutto, ricettina a parte…alla prox.


Torta Salata Con Ricotta E ZucchineTorta salata di ricotta e zucchine

Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia; per il ripieno: 1 vaschetta di ricotta, 1 uovo, qualche cucchiaio di latte, noce moscata q.b., parmigiano grattugiato q.b., 3-4 zucchine o 1 zucchina grande di trombette d’albenga (quella che ho usato io per la ricetta, ma vanno bene anche altri tipi di zucchine), 1 spicchio d’aglio, olio evo q.b., vino bianco per sfumare .

Procedimento: Innanzi tutto laviamo le zucchine, togliamoci le due estremità e facciamole a rondelle sottili. In una padella facciamo imbiondire l’olio e l’aglio, ed aggiungiamo le zucchine, facciamole andare a fuoco vivo per qualche minuto, poi abbassiamo la fiamma e sfumiamole con un pò di vino bianco, andando ad ultimarne la cottura. A questo punto, mentre le nostre zucchine si raffreddano un pò, prendiamo una tortiera tonda, stendiamoci la pasta sfoglia ed andiamo a bucherellare lievemente il fondo in qualche punto. Prendiamo poi una zuppiera, dove andremo ad unire tutti gli ingredienti del nostro ripieno: la ricotta, una grattata di noce moscata, l’uovo, qualche cucchiaio di latte, un bel pò di parmigino grattugiato, un pizzico di sale; amalgamiamo il tutto e solo alla fine incorporiamo anche le zucchine; se necessario potremo aggiungere più latte o più parmigiano se vediamo che il nostro impasto è troppo morbido o troppo denso. Infine mettiamo il composto così ottenuto nella tortiera, chiudiamo leggermente i bordi della pasta sfoglia all’interno, ed inforniamo il tutto più o meno per una mezz’ora a 180°.

Tanti agrumi a tutti!

Tanti agrumi a tutti!

Agrumi

Oggi vi voglio parlare dell’altra mia passione oltre alle zucche: gli agrumi!

Sono piante che ho sempre amato. Non a caso anche in Toscana li amiamo così tanto che non solo li coltiviamo ma abbiamo anche la tradizione delle Limonaie. Addirittura molte famiglie nobiliari Toscane, come i Medici già nel ‘500, in inverno riparavano le loro “collezioni di agrumi” nelle limonaie. Per via del clima (dal centro Italia in su), infatti, le cure necessarie richiedono molto lavoro: se sono a terra dobbiamo proteggerli con cannicci e tessuti; se sono nei vasi, d’inverno conviene spostarli al coperto. D’altra parte gli agrumi sono tra le piante più antiche e più amate dal genere umano. Originari dell’Asia, venivano coltivati già 4000 anni fa. Sono stati poi introdotti molto probabilmente dagli Arabi in Spagna e in tutta l’area del mediterraneo. Lo stesso Cristoforo Colombo, nel 1493, portò nel Nuovo Mondo semi di limone, arancio e cedro. Ad ogni nuova spedizione venivano addirittura affidati ai marinai 100 semi di agrumi, perché li piantassero in ogni nuova terra raggiunta.

Fiori Di CedroQuando sono arrivata per la prima volta nel mio giardino (devo fare poi un post speciale sulla nascita del Giadorto), che era ancora solo terra spoglia, tutti i giardinieri che facevo venire per progettare il giadorto mi dicevano “…beh, qua metterai una bella siepe di alloro, là qualche pianta…” Nulla di quello che avevo in mente io si avvicinava a quello che i giardinieri proponevano, anzi molti bocciavano in toto le mie idee.

Agrumi Del Giadorto

Quindi mi sono detta: “perchè devo mettere una banale siepe d’alloro? Qua devo progettare io il mio giardino e realizzarmelo da sola. E poi, visto che siamo a Roma, voglio approfittare del clima per piantare più agrumi possibile. Non hanno neanche bisogno di essere coperti per proteggerli dal freddo d’inverno!!!”

E così sono iniziate la mia avventura e la ricerca dei miei amati alberelli (nella foto qua a fianco ne vedete alcuni). Attualmente sono arrivata ad aver ben 14 piante di agrumi, più o meno grandi e più o meno conosciute: ho 3 piante di aranci (2 normali ed un Navel precoce), 3 piante di limoni (uno normale, uno lunario, che fa fiori e frutti  ad ogni luna nuova e quindi produce tutto l’anno, e il limone-arancio Meyer), 2 lime, 2 mandarini, 1 clementino, 1 cedro (vedi foto dei fiori qua a fianco), 1 mapo e 1 pomelo.

Clementino In FioreHo fatto come dico io e quest’anno ho passato tutto l’inverno senza comprare frutta, nemmeno 1 arancio da spremere! (vedi foto in alto del cesto mix di agrumi) Avevo i quintali delle mie arance (senza esagerare, ne avranno fatti almeno 300 Kg). Se davo retta ai giardinieri “uuuh quanta frutta ci avrei fatto con la siepe di alloro…!!!”  Ma arriviamo a noi: per una buona produzione, le piante hanno bisogno di cure. A febbraio ho risistemato e finito di potare gli agrumi, che ne avevano bisogno; a marzo dobbiamo invece zappettare la terra alla base degli agrumi, togliere eventulmente le foglie secche sul terreno, effettuare i primi trattamenti fogliari (rame protettivo iniziale per tutti i frutti, olio bianco se hanno le “più comuni cocciniglie”, o sapone di marsiglia e acqua un pò per tutto) se li vedete malati. Poi dobbiamo  iniziare a dargli del concime per la ripresa vegetativa. Io gli ho già messo due volte, a distanza di 15 gg, i lupini macinati (vedi foto in alto del giadorto dove si vedono i lupini intorno al tronco alla base degli agrumi) o altri prodotti naturali; vedete voi cosa trovate nei negozi. Questa settimana per aiutarli anche nella fioritura ho iniziato anche a bagnarli alla base, con del concime liquido apposta per agrumi che allungo nell’acqua dell’annaffiatoio (vedi foto a fianco del clementino in piena fioritura).

PomeliSembrano operazioni laboriose, ma una volta che ci prendete la mano, vedrete che in 5 minuti si fa tutto; l’importante è spendere almeno 5-10 minuti a settimana, se si vogliono raccolti abbondanti e piante sane. Poi vedrete che il vostro lavoro sarà ripagato quando assaggerete la vostra frutta…i clementini di quest’anno erano fenomenali:  pensate che dopo aver mangiato i nostri, non avrei potuto mangiarne di comprati…non mi sarebbero piaciuti. Nessuno ve lo dice, ma la frutta e la verdura che coltivate voi è tutta un’altra cosa, un altro sapore, un altro colore, un’altro gusto…troppo più buona (e un’altra grandezza, come testimoniato dalla foto dei pomeli qui a fianco che pesano 1-1.6 kg). Sicuramente  per avere tutto questo c’è da lavorare; in questi anni mi sono ammazzata di fatica diverse volte, ma è fatica che non ho mai rimpianto (come talvolta invece avviene per i lavori normali). E’  ”olio di gomito” ben speso! Ed anche oggi eccoci alla ricetta del giorno…visto che ancora ho due cestate di arance del giadorto quest’anno mi sono inventata un sacco di nuove ricettine con gli agrumi che mano a mano vi farò.  Oggi è la volta dei:

Bocconcini di pollo all’arancia

Bocconcini Di Pollo All'AranciaIngredienti per 4 persone: un petto di pollo, olio evo,  1 aglio,  farina q.b., vino bianco per sfumare q.b., 1-2 arance non trattate, sale.

Procedimento: tagliare a dadi il petto di pollo, infarinarlo (provate ad usare la farina di riso, trovo che renda il piatto ancor più delicato). Mettete l’aglio in padella con un pò d’olio, non appena soffirigge adagiateci i dadi di petto di pollo infarinati, fateli rosolare bene dalle parti. Nel frattempo lavate asciugate,  grattate la scorza delle arance (1 o 2 a seconda della grandezza) e tenetela da parte. Infine spremete il succo ed aggiungetelo al pollo con poco vino. Fate cuocere ulteriormente fino a che il succo e il vino saranno ben ritirati ed avranno formato “il sughino”; infine aggiungeteci le scorzette e il sale girate ed impiattate. Semplice no!?

Buon appettito a tutti e alla prossima.