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Cosa seminare e piantare a maggio

Cosa seminare e piantare a maggio

ClematisBuongiorno amici. Nonostante la primavera a corrente alternata (che sta dando qualche piccolo dispiacere alle piantine di pomodoro del Giadorto), questo è un periodo di rinascita e crescita per molti dei frutti, delle verdure e dei fiori (come la Clematis nella foto) che renderanno piacevole la nostra estate. Oggi parliamo quindi di come aiutare le nostre piante ad approfittare al meglio di questo periodo per crescere forti e rigogliose.

Innanzi tutto, ora più che mai è il momento di preparare l’orto estivo (e se non avete ancora cominciato, è il momento di sbrigarsi). In particolare per chi sta al Nord, visto che le temperature si stanno alzando e non scendono più troppo durante la notte,  è il mese giusto per iniziare a mettere in piena terra orticole estive quali i pomodori, le insalatine, le melanzane, i peperoni, le zucche e le zucchine. Come abbiamo detto tante volte in passato, anche se avete il balcone potete fare dei piccoli orti in vaso, ed avere tante soddisfazioni: una pianta di pomodoro ad esempio, anche in un bel vaso (purchè capiente e sufficientemente profondo), può produrre veramente molti frutti, e lo stesso vale per melanzane, peperoni e insalate.

Nel Giadorto in questo momento ho le seguenti orticole (che in alcuni casi ho fatto nascere a partire dal seme e in altri ho piantato): pomodori, prezzemolo, aglio, cipolle, insalatine di vari tipi, patate, fave, piselli, fagiolini e rucola; chiaramente la maggior parte sono solo all’inizio della produzione: per poter mangiare le verdurine estive ci vorrà ancora un mese e mezzo o due. Inoltre ho diversi tipi di zucche e zucchine che ho seminato nei vasini: alcune le ho già messe a terra, ed altre devono ancora germogliare; contemporaneamente ho ancora qualche cicoria e puntarella dell’orto invernale, che sto centellinando nelle ultime gustose ricettine.

Pomodori Incannati 2014Per quanto riguarda i pomodori, nonostante il clima non sia ancora perfetto, in questi giorni ho provveduto ad incannarli. Vi ricordate come si faceva? Se avete bisogno di qualche dritta, potete dare una occhiata a questo post di un pò di tempo fa. Come vi ho detto altre volte, io uso le canne di bambù (non solo per i pomodori, ma anche per fagioli, fagiolini, cetrioli, ecc). Sono canne più robuste, costano un pò di più ma durano anche di più, ci vogliono diversi anni prima che si rompano e, se riuscite a riporle al coperto per l’inverno, vi dureranno ulteriormente. Se invece avete a disposizione le canne che nascono spontaneamente in molte parti d’Italia, usatele pure; vorrà dire che ogni anno le cambierete, ma d’altronde sono anche gratis. Per le legature tra le canne e tra le piante e la canna uso (come sempre) la rafia naturale: è molto carina, del tutto naturale e sopratutto biodegradabile, così non dovrete preoccuparvi dello smaltimento perché i residui si sfalderanno da soli (se capita io la metto addirittura nel compostaggio).

Come già vi avevo detto, quest’anno le file dei miei pomodori sono da tre, così ho deciso di fare una legatura dritta: cioè non incrocio le canne, ma le inserisco dritte nel terreno e poi le unisco in alto con altre canne in posizione orizzontale, creando una sorta di griglia, come vedete nelle foto.

Per quanto concerne il prato, oramai quello del Giadorto cresce quasi come in estate e lo devo tagliare una volta a settimana. Gli sfalci che produco andranno naturalmente a far parte della pacciamature delle orticole del’orto, creando un bello strato di copertura del terreno. La pacciamatura (come vi ho detto altre volte) mi farà consumare meno acqua di irrigazione, lasciando umido il terreno; e poi sfacendosi a mò di “compostaggio a cielo aperto” andrà a concimare tutte le mie piante da orto.

Prato Prima Della SeminaAnche quest’anno il mio prato è in molti punti poco folto ed in altri ha molti buchi; così ho deciso di iniziare a riseminarlo piano piano. Potete farlo o comprando del terriccio per prati già pronto, a cui andrete ad aggiungere i semi (ma vi costerà di più) o acquistando del buon terriccio universale (meglio se bio) a cui aggiungere i semi e della sabbia. Quest’ultimo metodo, anche se un pò laborioso, è quello che uso io: in particolare faccio un mix di terra semi e sabbia, aggiungo se voglio anche del concime, e poi vado a stendere il tutto sul terreno. Mi raccomando: bagnate molto spesso e non tagliate l’erba fino a che non vedete che il nuovo prato è abbastanza alto. Ci vorrà qualche settimana (dipende dalle temperature e dal clima) ma il risultato è garantito. Inoltre se non volete farvi “fregare” tutti i semi, o se volete semplicemente proteggere i punti seminati dai vostri animaletti domestici, potete stendervi del “tessuto non tessuto”. In queste due foto (che mostrano rispettivamente il prato subito dopo la semina e dopo un paio di settimane) potete vedere come in poco tempo (grazie anche alla pioggia dell’ultimo periodo) la parte in cui ho effettuato questa procedura si è rinfoltita quasi magicamente.Prato Dopo La Semina

Per balconi o vasi questo è anche il momento per rifare il gocciolatoio. Io ho preso il mio gocciolatoio degli anni passati e sono andata a rimontarlo molto pazientemente. E’ comodissimo, ed una volta montato non è più necessario annaffiare più i vasi; come per l’irrigazione dei giardini, fanno tutto da soli.

Prima di salutarvi, vi dò lo spunto per una ricetta sfiziosa a base di timo (in realtà io ho usato 3 tipi di timo diversi del Giadorto) e di un paio di altri golosi ingredienti  (la ricetta è per due persone).

Pici Al Filetto Di Tonno, Timo E Pesto Di PistacchiPici al filetto di tonno, timo e pesto di pistacchi

Ingredienti: 1 confezione di pasta tipo pici da 200-250g, un mazzetto di timo, 1 spicchio d’aglio, olio e.v.o. q.b., 1 filetto di tonno fresco, vino bianco q.b., sale, pepe, 2 manciate abbondanti di pistacchi, aglio (per il pesto se gradito).

Procedimento: in una pentola abbastanza capiente mettete a scaldare l’acqua per la pasta; nel frattempo in una padella grande (che userete anche per mantecare la pasta) mettete l’olio e lo spicchio d’aglio. Fate quindi il filetto di tonno a dadini, accendete il fuoco sotto la padella e fate rosolare l’aglio; non appena è imbiondito, aggiungete il tonno e fate rosolare bene girandolo per qualche minuto. Non appena è ben dorato aggiungete un pò di vino bianco e fate finire la cottura. Quando l’acqua per la pasta bolle, se state usando i pici come pasta, vi consiglio di buttarli subito perché hanno più di 20 minuti di cottura. Mentre cuoce la pasta, andate a sbucciare i pistacchi (se avete preso quelli con il guscio) e mettete 2 manciate nel minipimer; aggiungete dell’olio (ed aglio se  gradito) ed andate a frullare il tutto. Quando avete fatto la salsina, andatela ad unire al tonno, ed aggiustate il tutto di sale. Non appena la pasta sarà cotta, lasciandovi un pò di acqua di cottura, andatela a mantecare, aggiungendovi infine le fogline di timo.

Quest’anno facciamo l’orto sinergico?

Quest’anno facciamo l’orto sinergico?

Orto Sinergico Con PomodoriCiao amici. Questa settimana si passa all’azione: se tra un paio di mesi vogliamo mangiare verdurine fresche, sane e biologiche ogni giorno, questo il momento per darci da fare, sia che puntiamo a realizzare il classico orto in piena terra, sia che si tratti di piante sul balcone.

Nel Giadorto stiamo mangiando le ultime verdure dell’orto invernale e, visto che si è creato diverso spazio, ho iniziato a risistemare il terreno. Prima di tutto ho riposizionato le pietrine di delimitazione e sto riaggiungendo i sassolini nel passaggio centrale. In questi ultimi giorni, inoltre, ho rizzappettato un pò il terreno cercando di non smuoverlo troppo. Quest’anno, infatti, sto cercando di mettere in pratica la “filosofia dell’orto sinergico”, secondo la quale non si usa più la vanga e non si muovono le zolle, ma si tende a mantenere il terreno sempre integro e coperto dalla pacciamatura; questo perché nella agricoltura sinergica si crede nell’autofertilizzazione del terreno (cioè più lascio integro il terreno, anche non togliendo mai le radici delle piante, meglio è) . Si fa questo orto un pò sollevato su questi “bancali” (come si chiamano in gergo), ci si posizionano le piante, si ricopre il tutto con la pacciamatura, e si cerca di mantenere più integro possibile il terreno in attesa che le verdurine crescano (vi sembrerà strano, ma in effetti si chiama anche “tecnica del non fare”). A dirla tutta, il Giadorto è un pò biologico, un pò sinergico, e un pò biodinamico :-)

Pacciamatura Con CortecciaMa torniamo ai lavori di questi giorni. Io ho prima risistemato gli spazi: come vi dicevo ho riposizionato le pietrine del passetto centrale e ve ne sto aggiungendo altre. Poi ho smosso un pò il terreno, il minimo indispensabile per creare la mia aiuola sollevata per fare l’orto sinergico. Ho iniziato quindi a rifare le aiuole dell’orto, svuotandovi la compostiera col suo bel terriccio (magari ne avessi di più: questa super terra ricca di elementi è sempre troppo poca!). Una volta posizionato un bello strato di compostaggio, ho aggiunto uno strato di buona terra, ed infine la corteccia di pino, che quest’anno proverò ad usare per la pacciamatura, visto che non ho mai una quantità sufficiente di sfalci di prato (potete vedere la pacciamatura di corteccia nella foto qui a fianco). Nelle ultime estati, infatti, ha fatto veramente caldo e con 40° se non c’è un bello strato di pacciamatura che le protegge, le piante soffrono troppo. Farò delle prove usando in parte la pacciamatura di corteccia, e in parte quella di sfalci di prato e poi vi farò sapere cosa è meglio! Pensavate fosse semplice e fosse sempre uguale fare l’orto? Invece non si finisce mai di sperimentare e studiare!

Naturalmente dopo aver preparato le aiuole, non resta che mettere in terra le nostre piantine; innanzi tutto ne ho riposizionate alcune, come il prezzemolo classico e quello riccio; poi ho piantato delle cipolline e l’aglio rosso: queste sono tutte “piante funzionali” che ci serviranno per tenere lontani gli ospiti indesiderati (anche il prezzemolo, come pianta aromatica, serve a questo scopo). Nell’orto sinergico, ma già nell’agricoltura biologica, si usa molto consociare le piante (come vi avevo già raccontato l’anno scorso nel post sulle consociazioni che trovate qui): cerchiamo di fare in modo che le piante si diano una mano l’una con l’altra. Inoltre ho messo varie insalatine: radicchio, canasta e puntarelle, in modo da avere sempre insalate pronte da mangiare a distanza di poche settimane nei prossimi mesi. Allo stesso modo nella parte dell’orto, non pacciamata con le corteccie, ho iniziato a mettere altre insalatine, pomodori e fiorellini protettivi come la calendula e (come vedete nella foto iniziale) manca solo ricoprire il tutto con la pacciamatura di sfalci del prato. Mi raccomando: dobbiamo essere bravi a mettere poco di tutto (sopratutto per chi come noi ha dei piccoli orticelli domestici) e dobbiamo mettere le piante poco per volta a distanza di settimane, se no avremo troppi prodotti tutti insieme! Almeno per certe verdure possiamo evitare l’accavallamento; per altre sappiamo che è impossibile, come quando entriamo in produzione coi pomodori e con le zucchine ed i fiori: ne avremo tantissimi per un certo numero di settimane o mesi, dopo di che la produzione calerà e finirà.

Un’altra attività interessante di queste settimane di cui volevo parlarvi (se già non lo sapete fare o se ancora non lo avete fatto) è la semina di zucche e zucchine. Più in generale vi volevo spiegare come seminare le orticole nei vasini. Potete seminare i semi direttamente in terra ma io preferisco seminare i semi prima nei vasi e poi travasare le piantine in terra. In questo modo riusciamo ad evitare che le piantine soffrano per sbalzi gli termici tra il giorno e la notte, che sono ancora possibili in questo periodo, e guadagniamo un pò di tempo, perché non siamo costretti ad aspettare che il clima sia più mite. Per spiegarvi meglio come fare, ho deciso di fare un piccolo video. Spero che via sia utile, e spero di essere stata abbastanza chiara.

E infine ecco una ricettina con la penultima zucca della scorsa estate e la rucola prodotta in gran quantità dal Giadorto in questo periodo.

Mafalde Con Crema Di Zucca, Rucola E PistacchiMafalde alla crema di zucca e rucola con pistacchi

Ingredienti: 200g di mafalde, un mazzetto di rucola, un mazzetto di prezzemolo, 1 alice sott’olio, 1 manciata di pistacchi, 300 g di zucca, sale, pepe, olio e.v.o. q.b., 1 spicchio d’aglio, parmigiano q.b..

Procedimento: Lavate la zucca e fatela a dadini, mettetela in un tegame con lo spicchio d’aglio e l’olio, e fatela cuocere a fuoco vivo per qualche minuto. Poi abbassate la fiamma, aggiungete dell’acqua se necessario, e finite la cottura. Nel frattempo, lavate il mazzetto di rucola e quello di prezzemolo e metteteli nel minipimer con un pò d’olio e l’alice, e frullate il tutto. Quindi mettete sul fuoco l’acqua per cuocere le mafalde  e, non appena la zucca sarà pronta, frullate anche lei, lasciandone da parte qualche quadratino per la decorazione del piatto. Amalgamate quindi il tutto: la rucola, il prezzemolo e la zucca, aggiungete il parmigiano grattugiato ed aggiustate di sale e pepe. Non appena l’acqua bolle, buttate le mafalde e cuocetele al dente. Nel frattempo sbucciate una manciata di pistacchi e sminuzzateli. Una volta cotta  la pasta,conditela col la crema di zucca e rucola, mantecatela ed all’ultimo aggiungete i pistacchi.

Pronti, attenti, via!!!

Pronti, attenti, via!!!

Allora ragazzi, siamo quasi a fine febbraio: siete pronti per iniziare a preparare l’orto estivo? Io per esempio ho già iniziato a seminare piselli e prezzemolo. Oggi quindi vi voglio parlare delle colture di cui possiamo occuparci in queste settimane di fine inverno. A febbraio e marzo, per esempio, è possibile cominciare con piselli, fave, rucola, insalate, prezzemolo, cipolle, patate, cavoli estivi, zucchine, zucche, pomodori, melanzane, basilico, asparagi e carciofi.

Rucola E InsalatineComunque procediamo per gradi. Le piante che ho seminato qualche mese fa (ad esempio la rucola e le insalatine della foto, che avevo messo sotto le serrette) sono cresciute di più ultimamente, e questo è segno che il momento è buono per ricominciare a seminare. Ho approfittato perciò della luna crescente delle ultime settimane, per seminare già in piena terra (anche se sotto le serrette) le prime quattro file di piselli. Poi ho seminato in vaso un pò di prezzemolo nuovo, e rizappetato tutto l’orto alzando e riabbassando le serrette. Mi raccomando: lavorate sempre nelle ore calde col sole per evitare che le piante, abituate a stare al calduccio delle serre, ne possono soffrire.

Nelle prossime settimane vi consiglio poi di raccogliere e mangiare i prodotti dell’orto invernale per far posto all’orto estivo. Io dovrò mangiare (con grande sforzo :-) ) l’insalata, la rucola, le puntarelle, la cicoria e i cavolfiori e i porri.

Piantine Di Fave In SerrettaPremunitevi anche di semi nuovi (se già non li avete comprati o conservati dai raccolti precedenti). Nei prossimi giorni io seminerò le fave, il basilico, le zucche e le zucchine (almeno quelle dei tipi che possono essere seminati in questo periodo). In particolare metterò fave, zucche e zucchine in vasi piccoli (come quelli nella foto) che andrò ad inserire  nelle mini-serrette, che di solito posiziono sul tavolo del mio patio, dove c’è sempre un bel calduccio ed in pochi giorni nasce tutto. Se non volete lavorare troppo, ricordate che potete anche comprare direttamente le piantine; anche in questo caso il prezzo è irrisorio (pochi centesimi per sei piantine).

Ma non dimentichiamoci del prato. Il mio ultimamente ha cominciato a riprendersi ed a crescere più velocemente, quindi si avvicina il momento di ricominciare a seminare, o meglio a rigenerare, il prato. Come sempre, prima dovete tagliare l’erba e poi mischiare il terriccio universale con un pò di sabbia per fare un ottimo terreno da prato; infine aggiungete il seme del prato che avete scelto (normale, dicondra, ecc.) ed andate a distribuirlo e livellarlo bene sul terreno. Se avete degli avvallamenti in alcuni punti, come purtroppo capita a me, dovrete mettere uno strato più spesso di miscela, per riarrivare all’altezza del terreno originale. Infine, se pensate che sia troppo freddo o se pensate che gli uccelli arrivino nel vostro giardino a frotte per mangiarvi tutti i semi, usate del tessuto non tessuto per i primi giorni. Sarà comunque anche per voi più facile non andare a calpestare i punti dove avete seminato il nuovo prato, e potrà anche essere utile per proteggerlo dagli animali domestici. Quando vedete che i semi germogliano e nascono i primi fili d’erba, potrete togliere il telo di tessuto non tessuto. Mi raccomando: tagliate il prato “coi nuovi fili” solo dopo che ha raggiunto una certa altezza; deve prendere un pò di forza prima di essere “barbaramente tagliato”, se no rischiate di portare via la pianta e tutto.

Ovviamente anche nell’orto, se lo ritenete opportuno, potete aggiungere nuovo terreno. Con tutte le piogge di quest’anno ho l’impressione che il mio si sia abbassato troppo e quindi probabilmente aggiungerò terriccio nuovo anche lì. Anche qui consiglio terriccio universale, da mischiare con la sabbia, e a cui aggiungere nel caso dell’orto (come già vi ho detto in altri post) un pò di cenere.

CalendulaInfine non dimentichiamo i fiori: oggi sono stata al vivaio e ne ho trovati alcuni molto primaverili, come le margherite, e la calendula della foto. Ho preso anche i semi di tagete e nasturzio che vanno seminati proprio in questo periodo.

Ultima indiscrezione ;-) : il proprietario del vivaio mi ha detto che tra un paio di settimane gli arrivano i piantini di pomodoro, e di solito se arrivano ad un vivaio arrivano a tutti, quindi vi consiglio di cominciare a sistemare i terreni per accogliere i pomodori…

Anche per oggi è tutto: alla prox e buona ricettina…

Di recente ho provato a fare la piadina. Eccovi la ricetta con la rucola del Giadorto, il prosciutto e lo squacquerone. Ovviamente la potete condire come più vi stuzzica la fantasia.

Piadina Rucola Prosciutto E SquacqueronePiadina Rucola, Squacquerone e Prosciutto Crudo

Ingredienti per quattro persone: 200g di acqua tiepida, 500g di farina, 1 cucchiaino di sale, mezzo cucchiaino di bicarbonato, 80g di olio evo, prosciutto qb, squacquerone qb, rucola qb.

Procedimento: almeno mezz’ora prima della cottura, cominciate col mischiare bene la farina, il sale ed il bicarbonato; aggiungete quindi l’acqua e l’olio e impastate tutti gli ingredienti per alcuni minuti in modo da ottenere una pallina liscia. Mettete quindi l’impasto a lievitare in un luogo caldo. Trascorso il tempo di lievitazione, prendete la pallina, dividetela in quattro palline più piccole e iniziate a stenderle con il matterello una per una, aiutandovi con un pò di farina: devono venire spesse pochi millimetri. Fate scaldare sul fuoco una padella antiaderente (io uso proprio quella per le piadine) e quando è calda fatevi cuocere ogni piadina qualche minuto per lato. Toglietela dal fuoco e conditela mentre è ancora bollente con lo squacquerone, il prosciutto, una bella manciata di rucola e un pò d’olio e di sale. E buon appetito!!!

A che punto siamo?

A che punto siamo?

Ciao a tutti! Scusate l’attesa, ma come al solito mi sono fatta prendere dalle cose da fare nel Giadorto, e non ho avuto la testa per scrivere sul blog. D’altra parte bisogna sempre lavorare sodo perché (per fortuna o purtroppo) i giardini, gli orti, ed i terrazzi non si sistemano da soli ;-) .

Allora: in queste settimane sto andando avanti nella semina del prato per farlo rinfoltire ed irrobustire un pò prima del freddo. Naturalmente, come dicevo nell’ultimo post, sto facendo un pezzetto per volta perchè, per chi come me ha un cagnolotto, è necessario lasciare sempre un pò di spazio per farlo gironzolare.Ultimo Raccolto Di Zucche E Zucchine

Poi ho cominciato molto lentamente con le potature degli alberi; oggi ad esempio, visto che il ciliegio ed il pesco avevano iniziato a perdere le foglie, ho dato loro una bella spuntatina.

Intanto nell’orto sto continuando a raccogliere i fagiolini (quelli a metro), le melanzane e gli ultimi peperoncini dolci (che purtroppo ho deciso di togliere perché ormai producevano poco, e inoltre le piante erano cresciute troppo e continuavano a troncarsi). Naturalmente raccolgo ancora le Trombette d’Albenga ed i fiori delle varie zucche del Giadorto. Per quanto riguarda queste ultime, in particolare, poiché vista la stagione non riescono più a crescere, ho deciso di mangiarle lo stesso come zucchine non appena fioriscono; forse è insolito, ma credetemi: le zucche in erba sono buonissime (ne vedete un paio nella foto accanto assieme agli ultimi fiori della stagione). Che altro? Beh, naturalmente iniziano tutte le produzioni invernali: la scarola,  i radicchi, le prime cicorie, e la rucola, che non può mancare mai. Mi raccomando: l’importante è continuare, come facevate in estate, a piantare a distanza di 15 gg, per evitare di avere troppe verdure da smaltire tutte insieme. Ah, dimenticavo: ho iniziato ad aprire le zucche (questa volta quelle vere) prodotte nel corso dell’estate e magari a breve faccio un post con tutto le ricettine alla zucca che stiamo provando in questo periodo per smaltirle :-)

Fiori PanseUn altro lavoro utile in questo periodo è aggiungere la corteccia di pino o le pietre nelle aiuole. Io ad esempio avevo provato con successo il lapillo vulcanico nelle aiuole davanti, ed ora sto approfittando per metterlo nelle altre aiuole del Giadorto, mal di schiena permettendo. Quest’anno infatti ero disperata a causa dei merli che distruggevano tutto, smuovendo la terra per cercare i lombrichi e spiantando in molti casi perfino le piante. Così ho deciso di usare il lapillo, perchè è pesante e i merli fanno più fatica a spostarlo.

Oramai poi le fioriture estive sono proprio finite; quindi miei giadortisti da balcone (e non solo) datevi da fare anche voi: riempite i vostri balconi di fiori ed insalatine. Lo sapete: questo è il periodo dei ciclamini e delle pansé, ma si trovano anche altre fioriture; io  ad esempio ho trovato anche dei bei garofanini rosa, e ci sono tanti bei tipi di “margheritine”, tipo gli aster ed i crisantemi, che in realtà sono associati ai defunti solo da noi (pensate che in oriente il crisantemo è il fiore delle feste e nei matrimoni ogni sposa deve avere almeno un crisantemo bianco). Quindi non facciamoci influenzare dalle nostre tradizioni “negative”. Compriamo anche i crisantemi per i nostri giardini. Io qualche anno fa ne avevo uno bellissimo che mi ha fiorito un sacco…poi purtroppo col gelo è morto, ma mi è durato ben 2 anni.

Vediamo ora come abbiamo cucinato le zucche e i fiori della foto che vi ho mostrato prima :)

Scialatielli gamberetti, fiori di zucca e “zucche in erba”


Scialatielli Con Gamberetti E Zucche In ErbaIngredienti:
 pasta tipo scialatielli (io ho usato 500g di quelli freschi), 200g di gamberetti sgusciati, 10 fiori di zucca, e 5 “zucche in erba” (grandi come zucchine), 1 spicchio d’aglio, olio evo, vino bianco per sfumare, 1 mazzetto di prezzemolo, sale, pepe se gradito.

Procedimento: Innanzi tutto mettete sul fuoco la pentola con l’acqua per la pasta, perché gli scialatielli, anche se freschi, impiegano 15 minuti per cuocere. Lavate i fiori e tagliateli a striscioline e tagliate a rondelle le zucche in erba. In una padella abbastanza capiente per mantecare la pasta a fine cottura, mettete a scaldare un girino d’olio con l’aglio. Una volta che prende colore, aggiungete le zucche a rondelle, fatele soffriggere leggermente e dopo qualche minuto sfumate col vino bianco; solo ora aggiungete i gamberetti ed i fiori e finite la cottura del sugo. Mi raccomando: sono tutti ingredienti che vogliono veramente pochi minuti di cottura. Non appena bolle l’acqua, buttate gli scialatielli, cuoceteli per 15 minuti.  Mantecateli quindi nella padella con il sugo di zucche, fiori e gamberetti e aggiungete infine il prezzemolo e il pepe macinato al momento, aggiungendo se necessario un pò d’acqua di cottura della pasta. Il risultato lo vedete nella foto, erano veramente buoni… per oggi è tutto. Buon appetito ed alla prossima.

Lavori autunnali: diamo nuova vita al nostro prato!

Lavori autunnali: diamo nuova vita al nostro prato!

Ciao ragazzi, questa settimana vi volevo parlare della cura del prato. Come già vi ho accennato in uno degli ultimi post, con la fine dell’estate è arrivato il momento di darsi da fare anche coi nostri manti erbosi. Questo, oltre che all’inizio della primavera, è uno dei due periodi dell’anno migliori sia per la semina (o la risemina) che per la concimazione.

Prato RovinatoIl mio prato purtroppo, a causa del caldo intenso di quest’anno, è messo un pò male (la foto a sinistra vi dà un’idea di quanto sia rovinato in alcuni punti), tutto chiazzato e con vari punti in cui si è bruciato; innanzi tutto quindi è bene concimarlo. In commercio ci sono vari prodotti per la concimazione, anche naturali, solitamente in granuli. Io ho preso un sacco da 5 kg di quelli naturali, che si usano anche in agricoltura biologica; in realtà potrei spargere i granuli ovunque nel giadorto, ma per ora voglio iniziare a concimare solo il prato. Quest’anno penso che dovrò concimarlo più volte, visto come è messo. La tecnica che uso è la seguente: innanzi tutto la terra non deve essere troppo asciutta, quindi o lo concimate 1-2 giorni dopo che è piovuto o lo bagnate il giorno prima. Poi taglio l’erba, e infine cospargo tutta la superficie del prato con manciate di granulato, più o meno 1-2 manciate per metro quadro, anche se io vado molto a occhio (se aguzzate la vista, i puntini neri nella foto sono i granuli di concime). Con 5 kg più o meno penso di riuscire a concimare 1-2 volte (il prato ha una superficie di circa 150 metri quadri). Successivamente bagno per bene il prato, cercando di far sciogliere i granuli il più possibile, in modo da evitare problemi ai nostri amici a quattro zampe. Con il concime il prato innanzi tutto si rafforzerà per superare l’inverno, e poi nell’immediato, dopo pochi giorni, lo dovreste vedere  già più verde e vigoroso.

Sicuramente questo trattamento, eventualmente fatto più volte (io penso di concimare adesso una prima volta, vedere come va, e se sarà necessario riconcimare tra un mese o un mese e mezzo), basterà per buonaparte del tappeto erboso, ma per gli angoletti o gli altri punti troppo sciupati dovremo riseminarlo da capo. A seconda dell’uso, della posizione, o della qualità del prato originale dovrete prendere (mi raccomando) dei semi diversi: prato da sole, o da ombra, o all’inglese con i fili d’erba finissimi, o tipo “campo da calcio”, più adatto al calpestio. Io metterò quello da ombra, perchè devo riseminare vicino ai muri ed intorno alla quercia, ma adatto al calpestio, che ha  fili d’erba un pò grossolani. Per riseminare correttamente il prato dovremo aggiungere ai semi del terriccio; per far ciò, potete prendere quello già miscelato per tappeti erbosi, che ha al suo interno la sabbia, o potete miscelare voi un qualsiasi terriccio universale con della sabbia. La sabbia serve per drenare meglio il terreno; infatti penso di aggiungerne un pò in alcuni punti del prato che vedo un pò più fangosi. Ma torniamo alla nostra semina. Io faccio così: prendo un secchio al cui interno mischio il terriccio universale, la sabbia, i semi del prato ed anche qualche granulo di concime; poi vado col secchio nel punto in cui voglio riseminare e stendo un pò della suddetta miscela sul terreno. Faccio questo anche quando voglio rinfoltire il prato in alcuni punti. Farò più volte questi secchi miscelati fino ad aver riseminato tutti i punti sciupati. Si lo sò: è un lavoro certosino, ma con un pò di pazienza vedrete che bei risultati e che prato!

Giotto Sul PratoAh! naturalmente state attenti a non calpestare le zone riseminate per alcuni giorni. Io, a causa dello “gnometto” (Giotto il bassotto, per chi non lo conoscesse eccolo nella foto a destra quando il prato era in buone condizioni), semino prima una metà giardino e poi l’altra, cercando di  non farcelo camminare troppo sopra!!!

Se invece volete mettere il prato pronto è più o meno lo stesso: fino a tutto ottobre questo è anche il momento migliore per metterlo e farlo attecchire. Mi raccomando: anche col prato pronto dovete avere un buon terreno di base, tipo il terriccio per tappeti erbosi, su cui appoggiare i rotoli d’erba. Sicuramente col prato pronto dovrete faticare meno, ma non è detto che il risultato sia altrettanto bello.

Altra raccomandazione: tagliate spesso il prato, quando lo concimate, perchè più lo si taglia e più si “risistema”; invece quando avete seminato il prato, nei punti seminati aspettate che l’erba sia nata e cresciuta di qualche centimetro prima di passarci con il tagliaerba.

Anche per oggi mi sembra sia tutto, ricettina a parte…alla prox.


Torta Salata Con Ricotta E ZucchineTorta salata di ricotta e zucchine

Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia; per il ripieno: 1 vaschetta di ricotta, 1 uovo, qualche cucchiaio di latte, noce moscata q.b., parmigiano grattugiato q.b., 3-4 zucchine o 1 zucchina grande di trombette d’albenga (quella che ho usato io per la ricetta, ma vanno bene anche altri tipi di zucchine), 1 spicchio d’aglio, olio evo q.b., vino bianco per sfumare .

Procedimento: Innanzi tutto laviamo le zucchine, togliamoci le due estremità e facciamole a rondelle sottili. In una padella facciamo imbiondire l’olio e l’aglio, ed aggiungiamo le zucchine, facciamole andare a fuoco vivo per qualche minuto, poi abbassiamo la fiamma e sfumiamole con un pò di vino bianco, andando ad ultimarne la cottura. A questo punto, mentre le nostre zucchine si raffreddano un pò, prendiamo una tortiera tonda, stendiamoci la pasta sfoglia ed andiamo a bucherellare lievemente il fondo in qualche punto. Prendiamo poi una zuppiera, dove andremo ad unire tutti gli ingredienti del nostro ripieno: la ricotta, una grattata di noce moscata, l’uovo, qualche cucchiaio di latte, un bel pò di parmigino grattugiato, un pizzico di sale; amalgamiamo il tutto e solo alla fine incorporiamo anche le zucchine; se necessario potremo aggiungere più latte o più parmigiano se vediamo che il nostro impasto è troppo morbido o troppo denso. Infine mettiamo il composto così ottenuto nella tortiera, chiudiamo leggermente i bordi della pasta sfoglia all’interno, ed inforniamo il tutto più o meno per una mezz’ora a 180°.

Zucche e zucchine: è tempo di piantare!

Zucche e zucchine: è tempo di piantare!

Buonasera ragazzi. Scusate se vi ho abbandonato per una settimana, ma il computer e l’ADSL mi hanno mollato contemporaneamente…!!! Uffy  Uffy!!! Vabbè, capita: ora che tutto si è risolto cerchiamo di recuperare il tempo perso!!!

Andiamo avanti nelle fasi di semina e trapianto. Questo è il periodo più impegnativo per tutti i giadortisti, sopratutto se come me volete “campare di rendita” per buona parte dell’anno. Io ad esempio ho finito in questi giorni le zucchine surgelate dell’anno scorso, così come i ciliegini. Per fortuna ho ancora qualche pelato in dispensa (fatto sempre con i miei pomodori), ed ancora 2 belle zucche di circa 6 kg ciascuna (ad ottobre avevo più di 50 Kg di zucche per l’inverno: le vedete nella foto sotto). Questo per farvi capire che anche un piccolo giardino domestico come il mio può “sfamare” una famiglia!!! Negli ultimi 5 anni, infatti, questo piccolo fazzoletto di terra sabbiosa è diventato una importante fonte di sostentamento, ed oggi per buona parte dell’anno non compro nè frutta nè verdura: se di questi tempi vi sembra poco!!!

Zucche Moscata Di Provenza

La scorsa settimana, come vi avevo detto, ho iniziato con l’orto estivo: ho messo le fave, le cipolle, gli agli, i piselli, i fagiolini, le prime zucchine, la rucola, altre insalatine e radicchi ed i primi 20 pomodori (e vai che l’affare diventa serio!).

Vaschette d'aglio

Di solito in molti casi parto dalle piantine, che compro nei vasi o nelle vaschette. Lo faccio ad esempio con le insalate, con alcuni tipi di pomodori, con agli e cipolle (date una occhiata per esempio alla foto dell’aglio qui sotto: in questo momento è possibile comprare molti tipi di ortaggi in vaschette di questo tipo nelle agrarie o nei vivai) le cui piantine sono più facili da trovare. In altri casi (specialmente se si tratta di orticole particolari, perché magari poco diffuse o conosciute) parto invece da seme, terra e vasi. Mi piace farlo specialmente per le zucche e le zucchine; è da qualche anno infatti che quando sono in giro cerco i semi di piante da orto particolari, che magari sono cadute in disuso o sono conosciute solo in alcune zone d’Italia o solo all’estero. Per esempio ho trovato i semi della Trombetta d’Albenga, una zucchina-zucca rampicante fantastica, più dolce delle zucchine normali. Quando sono ancora piccole le consumiamo come normali zucchine (tra l’altro ci si può fare una carbonara vegetariana molto buona, di cui un giorno parleremo). A fine stagione, invece, le lascio crescere a dismisura, e diventano delle zucche vere e proprie con forme molto particolari come quelle nella foto sotto.

Trombette D'Albenga

A proposito delle zucchine, la tecnica che adotto è quella di mettere subito le piante di zucchina “classica di tipo romanesco” (più facilmente reperibili nei negozi in questa stagione) e contemporaneamente di seminare le trombette. In questo modo le zucchine sono pronte in poche settimane e posso subito mangiarle. Nella foto sotto, ad esempio, si vede come le piantine messe a metà marzo producano già le prime zucchine (ed i primi fiori da friggere per i più golosi!) ad inizio maggio. Quando le zucchine cominciano a finire, sono pronte le trombette che con il clima di Roma durano talvolta anche fino a novembre e (almeno secondo me) sono moooolto più buone.

Zucchine Romanesche

Questa settimana o la prossima, a seconda di cosa troverò in giro in vivai, agrarie o mercati, metterò altre insalate e altri pomodori. Cerco infatti di distanziare le semine ed i trapianti di almeno 10-15 gg per non avere un unico raccolto di troppi ortaggi tutti insieme. Ad esempio per i pomodori ho messo i primi 12  lisci a grappolo qualche settimana fa; poi questa settimana ho trovato i canestrini e ne ho messi altri 6; la prossima spero di trovare i ciliegini o i pachino che essendo più piccoli fanno prima a venire.

Per oggi è tutto. Nei prossimi giorni vi darò qualche dritta sulla semina della rucola nei vasi (Pina preparati ;-) ) e qualche dettaglio in più sulla semina delle zucchine.

Ops, quasi dimenticavo la ricettina:

Crema Di Zucca E Vongole

Crema di zucca e vongole

Ingredienti per 4 persone

  • 2 spicchio d’aglio
  • olio evo q.b.
  • 500 g di zucca
  • 500 g di vongole (meglio se veraci)
  • prezzemolo q.b.
  • pepe a piacere
  • vino bianco per sfumare

Preparazione

Far aprire in un pentolino le vongole (dopo averle ben lavate e fatte “spurgare” per qualche ora) in un po’ d’olio, aglio e per chi lo gradisce un peperoncino. Dopo che si sono aperte, filtrare l’acqua di cottura e metterla da parte. Nel frattempo far saltare la zucca tagliata a dadi grossolani nell’aglio e olio. Quando inizia a soffriggere, aggiungere un pò di vino bianco e far andare a fuoco alto fino a che il vino evapora; aggiungere eventualmente un pò dell’acqua di cottura delle vongole se la zucca risulta ancora un pò dura fino a cottura completata. Infine frullare il tutto. Aggiungere eventualmente altra acqua di cottura delle vongole per ottenere la consistenza desiderata. Sgusciate le vongole, lasciandone da parte qualcuna intera. Condire la crema con le vongole sgusciate e il prezzemolo.  Aggiungere infine le vongole col guscio per guarnire e una grattata di pepe bianco macinato al momento. E buon appetito!