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Arrivederci orto estivo…bentornato orto invernale

Arrivederci orto estivo…bentornato orto invernale

Trombette Dal PergolatoCiao a tutti! Scusate l’attesa, ma ho avuto un sacco da fare nel Giadorto, come sempre del resto…:-) Purtroppo l’estate sta finendo e con lei nelle prossime settimane ci saluteranno tutte le produzioni estive, per lasciare posto a quelle invernali. Nel giadorto ho ancora zucche e zucchine ed i loro fiori, che di solito qua a Roma (noi abitiamo vicino al mare e questo aiuta :-) ) arrivano fino ai primi di novembre. Ogni giorno raccolgo 20-30 fiori di  zucchine, ed ho iniziato a cogliere anche le prime 7 zucche superando i 50 kg di raccolto anche quest’anno. Alcune di loro mi sono cadute a terra per il troppo peso e quindi ne ho colte il più possibile. Le dovrò tenere in casa al fresco per poi iniziare a consumarle mano a mano che finiscono di maturare.

ZuccheNel frattempo devo continuare a legarele, e ho iniziato a togliere le foglie ingiallite o i rami che la pianta ha abbandonato. Questo è il metodo che uso io per far arrivare le produzioni di zucche e zucchine più in là possibile nella stagione senza l’uso di serre: controllo continuamente le piante in modo da non farle soffocare dalle foglie e dai rami ingialliti, e le lego e dirigo il più possibile.

Atri prodotti del Giadorto che dureranno ancora molto, se il tempo ci assiste, sono le melanzane; le piante sono diventate ormai degli alberi di due metri, che fino ai primi freddi ci regaleranno dei bei fiori viola e i dei buonissimi frutti. Direi che la resistenza delle melanzane è anche superiore alle piante di zucca e zucchina: di solito non muoiono ai primi freddi, ma ci vogliono più giorni di gelo per farne seccare le piante, perchè il loro fusto è più legnoso. Tant’è che alcuni anni ho avuto melanzane fino a tutto dicembre.

Naturalmente anche le insalatine di ogni genere non  mancano mai nel giadorto, perchè si possono mettere in  ogni stagione.  Quello che mi manca è piuttosto lo spazio, perchè il mio piccolo fazzoletto di terra non è così grande. E poi per fortuna-purtroppo le piante da frutto stanno crescendo molto e la loro ombra non mi permette più di mettere tantissime cose. Quest’anno ad esempio avevo seminato come sempre borlotti e cannellini nani sotto gli agrumi ma non sono cresciuti: le piantine non sono nemmeno riuscite a fiorire e si sono limitate a produrre un pò di foglie :-( . Ho provato a mettere anche i borlotti rampicanti, questa volta sotto l’albicocco, e nulla… anche questi sembravano essere partiti bene ed invece ora sono tutti ingialliti e non hanno neanche fatto un fiore. Dovevo immaginarlo, all’ombra crescono solo le insalatine…

Cesto Frutti GiadortoPurtroppo la scorsa settimana ho dovuto togliere i cetrioli che si erano seccati, ma quest’anno devo dire che mi hanno dato tante soddisfazioni. Ho avuto un raccolto abbondante e non mi posso lamentare: con 4 piantine ho mangiato un sacco di cetrioli.

Nelle scorse settimane ho iniziato a togliere anche le 50 piante di pomodori, finendo questa settimana. Che lavoraccio! Purtroppo però molte piante erano già seccate… quest’anno abbiamo avuto un “raccoltino” di pomodori a causa di questa strana stagione che prima non decollava e poi è diventata troppo calda, situazione che i pomodori non hanno proprio gradito :-( . Comunque ho finito di toglierli, li ho fatti tutti a pezzetti, li ho inseriti nella campana del compostaggio e tra qualche mese torneranno alla terra in forma di terriccio, così come tutte le piante che tolgo dal Giadorto. Mi raccomando: fate con tutte le piante e potature un buon compostaggio, tranne  che con le piante malate, che vanno buttate per evitare che i parassiti riemergano dal terreno compostato quando lo utilizzerete per la nuova semina. Naturalmente il terreno dei pomodori l’ho già rilavorato per poter accogliere le nuove pianticelle che ci daranno il raccolto invernale.

Adesso è il momento di mettere tutte le crocifere (cioè tutti i tipi di cavolo, cavolfiore, broccoli ecc), tutti i tipi di insalatine (come le scarole e i radicchi), tutti i tipi di cicoria e le puntarelle. Io ho già iniziato a ripiantare le piantine. Mi raccomando: se mettete i cavoli nei vostri orti  seguiteli con attenzione, perchè vogliono essere nutriti bene.

Per oggi penso sia tutto, ricettina a parte. Nel prossimo post parleremo delle potature. Nelle prossime settimane e mesi ci aspettano infatti questi bei lavorini, e quindi è assolutamente necessario parlarne. Io inoltre ho già iniziato a fare la potatura estiva degli agrumi, in particolare dei limoni e dei lime. Questo infatti (da fine agosto e per ancora qualche settimana) è il momento per potare gli agrumi e ridargli forma, ma senza fare dei tagli radicali (mi raccomando). Comunque ne parliamo nel prossimo post.

Nel Giadorto questa settimana sono maturate tante belle pesche noci bianche e con una parte di queste (quelle un pò ammaccate), ho preparato questo dolce francese delizioso, il Claufotis. E’ un dolce un pò budinoso e basso che si può fare in realtà con tutta la frutta (l’hanno scorso, se ricordate, l’avevo fatto con le albicocche). Ma ecco la ricetta di quest’anno un pò riveduta e corretta, e più dietetica.

Clafoutis Alle PescheClafoutis alle pesche

Ingredienti: 15 pesche (1/2 kg di frutta), 150g di zucchero di canna integrale, 150g di farina di farro, 1 tazzina da caffè di maraschino (o altro liquore di vostro gradimento), 1 tazzina di olio di semi di girasole bio spremuto a freddo, 2 tazzine di latte di avena, 2 uova, 1 pizzico di sale, 1 bustina di lievito per dolci, la scorza di un limone grattugiata.

Procedimento: Lavate, sbucciate e tagliate a dadini la frutta; aggiungetevi lo zucchero e la tazzina di maraschino. Girate bene in modo che lo zucchero a contatto col liquore si sciolga bene. Aggiungete poi tutti gli altri ingredienti: la farina, il lievito, l’olio, il latte, le uova, il pizzico di sale e la scorza del limone grattugiata. Mischiate bene tutti gli ingredienti ed andateli ad adagiare su una teglia tonda da forno bella larga, foderata di carta forno. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 30-40 minuti. Il nostro dolce è un dolce basso e un pò budinoso, ma veramente buonissimo anche per una prima colazione.

Zucche e zucchine: come si curano?

Zucche e zucchine: come si curano?

Ciao a tutti! A che punto siete con i vostri orti e i vostri giardini? Spero bene! Nel Giadorto c’è stata una esplosione di pomodori, melanzane, zucchine, zucche, insalatine, e ora iniziano i fagiolini, i peperoni, i peperoncini, ed i cetrioli (la foto del raccolto di oggi, qui sotto, vi dà un’idea di come siamo messi).

Raccolto Del GiornoQuesta settimana volevo parlare della cura che bisogna prestare in questo periodo alle zucche e alle zucchine rampicanti. Col caldo le zucche sono arrivate a crescere anche 50 cm al giorno e quindi dobbiamo stare attenti, legarle il più spesso possibile per evitare che si spezzino, ed eventualmente togliere le foglie che man mano si ingialliscono.

Come forse ricorderete, il modo migliore per legarle per me (almeno  finchè è possibile) è con la rafia naturale, ma quando le zucche inizieranno ad uscire e a farsi grandi dovremo per forza usare uno spago, che può sopportare un peso superiore (le zucche del giadorto arrivano a pesare anche più di 10 kg, quindi calcolate un pò voi); eventualmente se si sono formate molto in alto possiamo inserirle in quelle buste a “retina” che spesso si usano per fare la spesa nei supermercati o per portare i giochi dei bambini in spiaggia; ho trovato questo metodo molto fantasioso ed utilissimo e lo volevo insegnare anche a voi giadortisti… (nella foto in basso vedete come quest’anno sto facendo arrampicare le zucche sul pergolato…che ve ne pare? idea carina no? speriamo di dover mettere molte buste a retina per avvolgere le molte zucche che saranno nate…)

Trombetta Arrampicata Sul PergolatoMi raccomando poi, le zucche hanno bisogno di molta acqua per crescere sane, ma tutta alla base della pianta; non date mai loro l’acqua sulle foglie, se no le fate ammalare, e questo vale ovviamente anche per tutte le altre piante del giadorto: bagnate sempre la base delle piante senza bagnare le foglie .

Altro accorgimento: se vedete che qualche zucca stenta a crescere, mettete alla base delle piante del compostaggio, o  dello stallatico, o del guamo da sciogliere nell’acqua o del sangue di bue (sempre da sciogliere in acqua). Vedrete che in pochi giorni si rafforzeranno (questo vale anche per le altre piante del giadorto). Se continueranno ad essere un pò “rachitiche”, potrebbe anche dipendere dalla poca esposizione al sole.

D’estate comunque col caldo ed il sole, ci sono di solito pochi problemi con l’esposizione al sole delle piante, e viene più o meno tutto, ma d’inverno dovremo stare più attenti all’irraggiamento. Ad esempio nel fondo del Giadorto d’estate è facile avere una buona produzione: anche se le piante prendono il sole solo mezza giornata, le cose crescono ugualmente; ma d’inverno il sole nelle poche ore mattutine è un pò poco e mi devo dar più da fare con le serre.

Fiori Di ZuccaChe altro dire? Continuate anche coi pomodori il lavoro di legatura, così come con le melanzane, i peperoni e i fagiolini rampicanti. Vi raccomando in particolare di “stallare” (come dicono da noi) i pomodori  o di togliere loro “le femminelle” (come dicono in  altre regioni), per far loro produrre più frutti e contenere la pianta in modo che faccia meno fogliame. Lo stesso discorso vale anche per le melanzane. Vi spiego meglio, per i più profani: nei pomodori e nelle melanzane tra ogni foglia ed il fusto principale (“nell’ascella” delle foglie) si formano dei piccoli germogli; se li lasciate diventeranno sì dei nuovi rami, ma sottrarranno nutrimento alla pianta principale. Quindi vi consiglio di stallarli non appena vedete i nuovi buttini, così le piante si svilupperanno meglio e più in fretta.

Ok anche per oggi è tutto…ricettina a parte.

Eccola, la famosissima, e buonissima carbonara di zucchine, quella che d’inverno ci sognamo la notte…troppo buona…:-)

Carbonara di zucchine

Ingredienti per due persone: 200 gr di pasta tipo spaghetti o vermicelli, olio e.v.o., 1 spicchio d’aglio ( ma potete anche fare la base con la cipolla), 4 zucchine medio-piccole (un paio a testa per persona), 1 mazzetto di fiori di zucca (come quelli nella foto sopra), 2 uova (una a testa),  vino bianco per sfumare, parmigiano q.b., sale, pepe.


Carbonara Di ZucchineProcedimento
: mettete sul fuoco la pentola con l’acqua per la cottura della pasta, pulite nel frattempo i fiori e le zucchine, tagliate le zucchine finissime (meglio con la mandolina) a rondelline ed i fiori a striscioline. In una padella mettete l’olio e l’aglio. Non appena imbiondisce aggiungete le zucchine, fatele lievemente soffriggere per qualche minuto sfumatele poi con un pò di vino bianco e completate la cottura ancora per qualche minuto; spegnete il fuoco e solo adesso aggiungete i fiori che si cuoceranno col solo calore della padella. Non appena bolle l’acqua buttate la pasta, fatela cuocere al dente, scolatela e mantecatela nella padella con le zucchine, i fiori, le uova appena sbattute, un pò d’acqua di cottura della pasta, parmigiano e pepe appena grattugiati. Impiattate e buon appetito.

Come si “incannano” le orticole?

Come si “incannano” le orticole?

Buongiorno a tutti i giadortisti! Questa settimana abbiamo raccolto tantissimi piselli (vedete come sono carini nella foto?)…per non parlare della super mangiata di albicocche (di cui abbiamo parlato “abbondantemente” la settimana scorsa)!!! Piselli

Ma veniamo al tema di oggi. Questa volta vi voglio parlare dei vari modi di “incannare” (come si dice da noi) o sostenere le piante del giadorto.

In giro per il mondo ho visto talmente tanti modi di mettere i sostegni a queste piante che c’è veramente l’imbarazzo della scelta; adottate quindi quello che vi piace di più o che si adatta meglio alle piante che dovete sostenere.  Allora, cominciamo con il “metodo singolo“, 1 pianta – 1 canna, che si adotta per sostenere anche le piante nei vasi (come la pianta di pomodoro in vaso nella foto sotto). Con questo metodo sostengo primariamente le melanzane, i peperoni e le zucche, alle quali servirà come “rampa di lancio” per arrampicarsi sui vari angoli del giadorto. Io, come ben sapete, metto zucche e zucchine rampicanti ovunque nel giardino; le faccio rampicare sui muretti perimetrali del giadorto, sul tetto della casetta di legno, sul tetto della tettoia del vicino :-) , sulle ringhiere, e quest’anno voglio fare la pergola con le Trombette d’Albenga (lo so la solita esagerata…!!! ma alle zucche non resisto, ne ho già messe più di 10 anche quest’anno ;-) ).

Pomodoro In Vaso Incannato

Quando le piante sono molte, invece che una sola, come nel caso di pomodori, piselli, fagiolini e cetrioli, la cosa si complica. Per i pomodori  uso quello che chiamo il “metodo classico” (vedi foto qui sotto di marzo 2012), cioè unisco le file di pomodori due a due, incrociando le canne e unisco in alto le due file con un’unica canna in orizzontale. Quest’anno ho fatto 7 “incannamenti” con file da quattro pomodori uniti assieme due a due…quindi 2 file di pomodori da 4 per un totale di otto pomodori uniti assieme per ogni filare; si arriva così ad un totale di 56 pomodori incannati in questo modo.Marzo 2012 Pomodori Incannati Classico

Oppure uso il “metodo capanna indiana(per intenderci), composta da 3 o più canne (come vedete nella foto sotto) per far arrampicare i fagiolini o i cetrioli, metodo secondo me carinissimo e con un effetto molto scenografico. Altrimenti c’è il “metodo dritto standard”, che uso più che altro per i piselli ma anche per i fagioli: formo una specie di griglia verticale che poi man, mano verrà riempita dalle piante (ne trovate un esempio nell’ultima foto sotto prima della ricetta).

Per quanto riguarda la scelta delle canne, uso sempre le canne di bambù, perchè sono più resistenti, duranno anni e anni e sono pressochè indistruttibili. Potete però usare anche quelle che si trovano in giro nelle zone incolte, spesso crescono in zone umide vicino ai fiumi…sono canne validissime ma meno legnose e un pò più morbide rispetto al bambù; quindi in questo caso la sostituzione andrà fatta più spesso: non dico che le dovrete cambiare ogni anno,  ma quasi. Negli ultimi anni, comunque, si trovano in commercio sempre più tipi diversi di sostegni; non solo di  legno ma  anche  di plastica.

Metodo Capanna IndianaInfine, che materiale usare per legare le varie piante del giadorto? Io per le orticole uso ormai da anni la rafia naturale, o al massimo quella un pò più colorata…è carinissima e sopratutto,  quando in autunno si dovranno togliere le piante, potrà essere buttata anch’essa nella compostiera, poichè essendo naturale si decomporrà come tutte le altre piante. In commercio esistono poi i più disparati laccetti in plastica semplice o con l’anima di metallo…fate voi. Io naturalmente vi consiglio le cose naturali. Per esempio il filo metallico rivestito di plastica lo uso solo per legare le piante rampicanti, che altrimenti col troppo peso o negli anni si slegherebbero. In particolare lo uso per legare la rosa rampicante ed il kiwi…per il resto cose più naturali possibile, mi raccomando…!

Che dire: per oggi è tutto. Voglio lasciarvi solo la ricettina di oggi, come sempre a semplice semplice, come tutte le cose del giadorto, anche se questa volta  con lo stesso ingrediente se ne fanno 2. Perché? – direte voi. Perché  coi piselli facciamo una pasta  e con le bucce  una sorta di vellutata sfiziosissima!!! Poi in tempi di crisi non si butta via nulla, no? (in realtà è da anni che la faccio perchè mi dispiace buttare via le bucce dei piselli senza utilizzarli).Fagiolini Incannati A Griglia

Rigatoni piselli, pancetta ed aglio fresco

Ingredienti: 160g di pasta tipo rigatoni (per 2 persone, che questo è periodo di dieta ferrea !!!), piselli sgranati freschissimi, pancetta dolce o affumicata a vostra scelta, 1 aglio fresco (aglio in “erba”, che si è diviso da poco in spicchi quindi è ancora tenerissimo più simile ad un cipollotto fresco), vino bianco per sfumare, parmigiano, sale e pepe (se graditi). Rigatoni Piselli Pancetta E Aglio Fresco

Procedimento: Dopo aver sgranato i piselli, lavateli e metteteli da parte; mettete l’acqua di cottura per la pasta; e poi in una padella fate scaldare un pò d’olio e soffriggete leggermente l’aglio o il cipollotto fresco e la pancetta. Solo ora aggiungete i piselli, continuate la cottura, e dopo qualche minuto mettete anche il vino bianco. Quindi fate cuocere bene i piselli. Quando l’acqua bolle, buttate la pasta e continuate a controllare la cottura dei piselli; se dopo che il vino si è ritirato risultano ancora duri, continuate la cottura aggiungendo l’acqua di cottura della pasta. E’ una sorta di principio di mantecatura; ho notato che se uso questo metodo l’amido che è già nell’acqua farà legare meglio la pasta successivamente. Solo all’ultimo, prima di scolare la pasta, aggiustate il sugo di sale e pepe. Una volta cotta, scolatela e mantecate il tutto col parmigiano e se necessario altra acqua di cottura. Impiattate e buon appetito!

Vellutata di bucce di piselli

Ingredienti: bucce di piselli non trattate, 1-2 cipollotti, 2-3 carote,  qualche costina di sedano, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 patata grande, sale, pepe, parmigiano, e se gradite potete aggiungere all’ultimo anche qualche crostino di pane.

Procedimento: ci sono varie versioni anche per questo piatto; la mia versione è questa, (le quantità degli ingredienti saranno più o meno a seconda di quante bucce di piselli avete): faccio un soffrittino di sedano, carota, cipolla e prezzemolo. Unisco poi le bucce dei piselli, magari un pò spezzetate per farle cuocere più in fretta, e la patata fatta a dadini; aggiungo acqua e faccio cuocere il tutto. Una volta cotto il composto lo faccio raffreddare, e passo il tutto nel passaverdure. Una volta passato, rimetto sul fuoco la vellutata, per farla scaldare ed eventualmente farla rapprendere un pò se risulta troppo liquida. Una volta che ha raggiunto la consistenza desiderata, impiattatela, aggiustate di pepe, aggiungete parmigiano e crostini di pane se graditi … ed il piatto è pronto…