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Montiamo le serrette?

Montiamo le serrette?

SerrettaCiao ragazzi! Il freddo è arrivato anche a Roma. Le temperature notturne iniziano quindi a scendere, e come ogni anno mi sto preparando a montare nel Giadorto delle “serrette” a forma di tunnel (come quella che vedete nella foto). Queste piccole serre servono sopratutto per le insalatine, che in questo modo non avranno lo shock termico notturno e continueranno a  crescere nonostante il freddo; le serre infatti riescono ad alzare  la temperatura di circa quattro gradi. Per le crocifere (i cavoli per intenderci), invece, non ce ne sarà bisogno; si tratta anzi di piante che amano proprio il freddo. A seconda però di dove abitate, vi consiglio comunque di comprare questi piccoli tunnel, che possono essere utili per salvare il raccolto nell’emergenza di un freddo intenso. Sono facili da montare: io ne ho una già predisposta fatta “a fisarmonica”, che in un attimo si monta, si può allungare per renderla delle dimensioni desiderate, e poi si può piantare nel terreno. Vi potrà salvare le piantine, magari se c’è un rischio gelo o se per 2 giorni le temperature scendono più del solito; queste serrette sono quindi perfette per i nostri orti domestici. Ma ci sono anche le serrette per i terrazzi, quindi informatevi, specialmente se abitate al nord. Con poco tempo e poca spesa potrete proteggere le vostre piante.

Tessuto Non TessutoArmatevi anche, o in alternativa, del “tessuto non tessuto”, che come le serre riesce ad aggiungere fino a quattro gradi alla temperatura dell’ambiente attorno alle piante (vedi foto a fianco). Se pensate che la temperatura esterna possa scendere troppo per le piante che avete in giardino o sui terrazzi, questi caldi tessuti sono una soluzione validissima nell’emergenza. Io ne tengo sempre un rotolone in casa in modo che, se le previsioni del tempo sono molto negative, avvolgo le piante la sera prima dell’evento atmosferico. Il tessuto non tessuto è molto utile e comodo soprattutto per gli agrumi. In Toscana d’inverno lo usiamo per tutta la stagione fredda, specialmente se gli agrumi da proteggere sono in terra. Quelli nei vasi invece cerchiamo di spostarli in luoghi più riparati. A questo scopo una volta si usavano le limonaie o le aranciere. Qualcuno di voi ne avrà vista qualcuna, magari in Italia o nell’ Europa centrale. Si tratta di una tradizione comune presso le famiglie nobiliari di mezza Europa già nel ’500; nelle regioni più fredde le limonaie venivano attrezzate addirittura con delle stufe per riscaldare adeguatamente le piante.  In Francia,  nel castello di Versailles, c’è uno degli esempi più belli e lussuosi di aranciera. Nell’Europa centrale, infatti, gli agrumi erano rari e aranciere e limonaie diventarono vere e proprie costruzioni di lusso: ogni castello doveva averne una. A Londra cè un altro esempio di aranciera molto bella, nei Kew Gardens. A Firenze c’è la più grande collezione di agrumi coltivati nei famosi vasi di terracotta, nel magnifico giardino di Villa Medicea. Quando andate in giro, in Italia e in Europa, non perdete quindi l’occasione di visitare le antiche limonaie ed aranciere. Ne resterete stupiti!

Ma torniamo a noi e alle nostre orticole da proteggere con le serrette. La soluzione della serretta a fisarmonica di cui vi ho parlato (e che sto usando quest’anno) è molto comoda e semplice da installare. L’anno scorso ho comprato invece degli archetti di plastica che si piantano nel terreno e possono fare da sostegno per il tessuto non tessuto, o più semplicemente per della plastica trasparente che fisserete alle asticelle con le clip apposite. Anche queste serrette sono molto semplici da fissare e aiutano la crescita delle orticole in inverno. Le serrette fanno comunque comodo anche all’inizio della primavera, al momento in cui mettiamo in terra le prime piantine estive, ma le temperature notturne possono ancora scendere a valori molto bassi, ed è quindi necessario proteggere le pianticelle giovani.

Oggi ho effettuato uno dei primi raccolti di cicoria dell’anno e l’ho usata per una ricetta buonissima e sfiziosissima, tipica della Puglia (in particolare del Salento), che voglio condividere con voi…si tratta della purea di fave e cicoria.


Fave E CicoriaFave e cicoria

Ingredienti: 500g di fave secche, 3 patate medie, 1 bel mazzo di cicoria, 1 spicchio d’aglio, olio e.v.o., 1 peperoncino, sale.

Procedimento: la sera prima mettete le fave secche a mollo in un contenitore con abbondante acqua, in modo che le copra completamente. Il giorno dopo, scolate le fave dall’acqua e sciacquatele sotto l’acqua corrente. Mettetele quindi in una pentola abbastanza capiente, insieme alle patate (precedentemente lavate, sbucciate e tagliate a tocchetti), ed aggiungete un pò d’acqua. Fave e patate dovranno cuocere insieme per almeno 45-60 minuti. Controllate sempre che ci sia abbastanza liquido e girate spesso il misto di fave e patate. Se necessario aggiungete altra acqua calda. Una volta cotte, toglietele dal fuoco, frullate con un frullatore ad immersione ed aggiustate di sale. Se il composto vi sembra troppo liquido, rimettetelo sul fuoco per farlo addensare di più. Per intenderci deve diventare poco più morbida di un purè. La cicoria invece va lavata  e messa a cuocere in abbondante acqua bollente per qualche minuto. Una volta cotta, scolatela, tagliatela a pezzi e ripassatela in padella con aglio, olio e peperoncino; se necessario aggiustatela di sale. Il piatto andrà poi assemblato con sotto la purea di fave e sopra un bel pò di cicoria. Aggiungete un filo d’olio a crudo se lo gradite e buon appetito!