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A che punto siamo?

A che punto siamo?

Ciao a tutti! Scusate l’attesa, ma come al solito mi sono fatta prendere dalle cose da fare nel Giadorto, e non ho avuto la testa per scrivere sul blog. D’altra parte bisogna sempre lavorare sodo perché (per fortuna o purtroppo) i giardini, gli orti, ed i terrazzi non si sistemano da soli ;-) .

Allora: in queste settimane sto andando avanti nella semina del prato per farlo rinfoltire ed irrobustire un pò prima del freddo. Naturalmente, come dicevo nell’ultimo post, sto facendo un pezzetto per volta perchè, per chi come me ha un cagnolotto, è necessario lasciare sempre un pò di spazio per farlo gironzolare.Ultimo Raccolto Di Zucche E Zucchine

Poi ho cominciato molto lentamente con le potature degli alberi; oggi ad esempio, visto che il ciliegio ed il pesco avevano iniziato a perdere le foglie, ho dato loro una bella spuntatina.

Intanto nell’orto sto continuando a raccogliere i fagiolini (quelli a metro), le melanzane e gli ultimi peperoncini dolci (che purtroppo ho deciso di togliere perché ormai producevano poco, e inoltre le piante erano cresciute troppo e continuavano a troncarsi). Naturalmente raccolgo ancora le Trombette d’Albenga ed i fiori delle varie zucche del Giadorto. Per quanto riguarda queste ultime, in particolare, poiché vista la stagione non riescono più a crescere, ho deciso di mangiarle lo stesso come zucchine non appena fioriscono; forse è insolito, ma credetemi: le zucche in erba sono buonissime (ne vedete un paio nella foto accanto assieme agli ultimi fiori della stagione). Che altro? Beh, naturalmente iniziano tutte le produzioni invernali: la scarola,  i radicchi, le prime cicorie, e la rucola, che non può mancare mai. Mi raccomando: l’importante è continuare, come facevate in estate, a piantare a distanza di 15 gg, per evitare di avere troppe verdure da smaltire tutte insieme. Ah, dimenticavo: ho iniziato ad aprire le zucche (questa volta quelle vere) prodotte nel corso dell’estate e magari a breve faccio un post con tutto le ricettine alla zucca che stiamo provando in questo periodo per smaltirle :-)

Fiori PanseUn altro lavoro utile in questo periodo è aggiungere la corteccia di pino o le pietre nelle aiuole. Io ad esempio avevo provato con successo il lapillo vulcanico nelle aiuole davanti, ed ora sto approfittando per metterlo nelle altre aiuole del Giadorto, mal di schiena permettendo. Quest’anno infatti ero disperata a causa dei merli che distruggevano tutto, smuovendo la terra per cercare i lombrichi e spiantando in molti casi perfino le piante. Così ho deciso di usare il lapillo, perchè è pesante e i merli fanno più fatica a spostarlo.

Oramai poi le fioriture estive sono proprio finite; quindi miei giadortisti da balcone (e non solo) datevi da fare anche voi: riempite i vostri balconi di fiori ed insalatine. Lo sapete: questo è il periodo dei ciclamini e delle pansé, ma si trovano anche altre fioriture; io  ad esempio ho trovato anche dei bei garofanini rosa, e ci sono tanti bei tipi di “margheritine”, tipo gli aster ed i crisantemi, che in realtà sono associati ai defunti solo da noi (pensate che in oriente il crisantemo è il fiore delle feste e nei matrimoni ogni sposa deve avere almeno un crisantemo bianco). Quindi non facciamoci influenzare dalle nostre tradizioni “negative”. Compriamo anche i crisantemi per i nostri giardini. Io qualche anno fa ne avevo uno bellissimo che mi ha fiorito un sacco…poi purtroppo col gelo è morto, ma mi è durato ben 2 anni.

Vediamo ora come abbiamo cucinato le zucche e i fiori della foto che vi ho mostrato prima :)

Scialatielli gamberetti, fiori di zucca e “zucche in erba”


Scialatielli Con Gamberetti E Zucche In ErbaIngredienti:
 pasta tipo scialatielli (io ho usato 500g di quelli freschi), 200g di gamberetti sgusciati, 10 fiori di zucca, e 5 “zucche in erba” (grandi come zucchine), 1 spicchio d’aglio, olio evo, vino bianco per sfumare, 1 mazzetto di prezzemolo, sale, pepe se gradito.

Procedimento: Innanzi tutto mettete sul fuoco la pentola con l’acqua per la pasta, perché gli scialatielli, anche se freschi, impiegano 15 minuti per cuocere. Lavate i fiori e tagliateli a striscioline e tagliate a rondelle le zucche in erba. In una padella abbastanza capiente per mantecare la pasta a fine cottura, mettete a scaldare un girino d’olio con l’aglio. Una volta che prende colore, aggiungete le zucche a rondelle, fatele soffriggere leggermente e dopo qualche minuto sfumate col vino bianco; solo ora aggiungete i gamberetti ed i fiori e finite la cottura del sugo. Mi raccomando: sono tutti ingredienti che vogliono veramente pochi minuti di cottura. Non appena bolle l’acqua, buttate gli scialatielli, cuoceteli per 15 minuti.  Mantecateli quindi nella padella con il sugo di zucche, fiori e gamberetti e aggiungete infine il prezzemolo e il pepe macinato al momento, aggiungendo se necessario un pò d’acqua di cottura della pasta. Il risultato lo vedete nella foto, erano veramente buoni… per oggi è tutto. Buon appetito ed alla prossima.

Come si “incannano” le orticole?

Come si “incannano” le orticole?

Buongiorno a tutti i giadortisti! Questa settimana abbiamo raccolto tantissimi piselli (vedete come sono carini nella foto?)…per non parlare della super mangiata di albicocche (di cui abbiamo parlato “abbondantemente” la settimana scorsa)!!! Piselli

Ma veniamo al tema di oggi. Questa volta vi voglio parlare dei vari modi di “incannare” (come si dice da noi) o sostenere le piante del giadorto.

In giro per il mondo ho visto talmente tanti modi di mettere i sostegni a queste piante che c’è veramente l’imbarazzo della scelta; adottate quindi quello che vi piace di più o che si adatta meglio alle piante che dovete sostenere.  Allora, cominciamo con il “metodo singolo“, 1 pianta – 1 canna, che si adotta per sostenere anche le piante nei vasi (come la pianta di pomodoro in vaso nella foto sotto). Con questo metodo sostengo primariamente le melanzane, i peperoni e le zucche, alle quali servirà come “rampa di lancio” per arrampicarsi sui vari angoli del giadorto. Io, come ben sapete, metto zucche e zucchine rampicanti ovunque nel giardino; le faccio rampicare sui muretti perimetrali del giadorto, sul tetto della casetta di legno, sul tetto della tettoia del vicino :-) , sulle ringhiere, e quest’anno voglio fare la pergola con le Trombette d’Albenga (lo so la solita esagerata…!!! ma alle zucche non resisto, ne ho già messe più di 10 anche quest’anno ;-) ).

Pomodoro In Vaso Incannato

Quando le piante sono molte, invece che una sola, come nel caso di pomodori, piselli, fagiolini e cetrioli, la cosa si complica. Per i pomodori  uso quello che chiamo il “metodo classico” (vedi foto qui sotto di marzo 2012), cioè unisco le file di pomodori due a due, incrociando le canne e unisco in alto le due file con un’unica canna in orizzontale. Quest’anno ho fatto 7 “incannamenti” con file da quattro pomodori uniti assieme due a due…quindi 2 file di pomodori da 4 per un totale di otto pomodori uniti assieme per ogni filare; si arriva così ad un totale di 56 pomodori incannati in questo modo.Marzo 2012 Pomodori Incannati Classico

Oppure uso il “metodo capanna indiana(per intenderci), composta da 3 o più canne (come vedete nella foto sotto) per far arrampicare i fagiolini o i cetrioli, metodo secondo me carinissimo e con un effetto molto scenografico. Altrimenti c’è il “metodo dritto standard”, che uso più che altro per i piselli ma anche per i fagioli: formo una specie di griglia verticale che poi man, mano verrà riempita dalle piante (ne trovate un esempio nell’ultima foto sotto prima della ricetta).

Per quanto riguarda la scelta delle canne, uso sempre le canne di bambù, perchè sono più resistenti, duranno anni e anni e sono pressochè indistruttibili. Potete però usare anche quelle che si trovano in giro nelle zone incolte, spesso crescono in zone umide vicino ai fiumi…sono canne validissime ma meno legnose e un pò più morbide rispetto al bambù; quindi in questo caso la sostituzione andrà fatta più spesso: non dico che le dovrete cambiare ogni anno,  ma quasi. Negli ultimi anni, comunque, si trovano in commercio sempre più tipi diversi di sostegni; non solo di  legno ma  anche  di plastica.

Metodo Capanna IndianaInfine, che materiale usare per legare le varie piante del giadorto? Io per le orticole uso ormai da anni la rafia naturale, o al massimo quella un pò più colorata…è carinissima e sopratutto,  quando in autunno si dovranno togliere le piante, potrà essere buttata anch’essa nella compostiera, poichè essendo naturale si decomporrà come tutte le altre piante. In commercio esistono poi i più disparati laccetti in plastica semplice o con l’anima di metallo…fate voi. Io naturalmente vi consiglio le cose naturali. Per esempio il filo metallico rivestito di plastica lo uso solo per legare le piante rampicanti, che altrimenti col troppo peso o negli anni si slegherebbero. In particolare lo uso per legare la rosa rampicante ed il kiwi…per il resto cose più naturali possibile, mi raccomando…!

Che dire: per oggi è tutto. Voglio lasciarvi solo la ricettina di oggi, come sempre a semplice semplice, come tutte le cose del giadorto, anche se questa volta  con lo stesso ingrediente se ne fanno 2. Perché? – direte voi. Perché  coi piselli facciamo una pasta  e con le bucce  una sorta di vellutata sfiziosissima!!! Poi in tempi di crisi non si butta via nulla, no? (in realtà è da anni che la faccio perchè mi dispiace buttare via le bucce dei piselli senza utilizzarli).Fagiolini Incannati A Griglia

Rigatoni piselli, pancetta ed aglio fresco

Ingredienti: 160g di pasta tipo rigatoni (per 2 persone, che questo è periodo di dieta ferrea !!!), piselli sgranati freschissimi, pancetta dolce o affumicata a vostra scelta, 1 aglio fresco (aglio in “erba”, che si è diviso da poco in spicchi quindi è ancora tenerissimo più simile ad un cipollotto fresco), vino bianco per sfumare, parmigiano, sale e pepe (se graditi). Rigatoni Piselli Pancetta E Aglio Fresco

Procedimento: Dopo aver sgranato i piselli, lavateli e metteteli da parte; mettete l’acqua di cottura per la pasta; e poi in una padella fate scaldare un pò d’olio e soffriggete leggermente l’aglio o il cipollotto fresco e la pancetta. Solo ora aggiungete i piselli, continuate la cottura, e dopo qualche minuto mettete anche il vino bianco. Quindi fate cuocere bene i piselli. Quando l’acqua bolle, buttate la pasta e continuate a controllare la cottura dei piselli; se dopo che il vino si è ritirato risultano ancora duri, continuate la cottura aggiungendo l’acqua di cottura della pasta. E’ una sorta di principio di mantecatura; ho notato che se uso questo metodo l’amido che è già nell’acqua farà legare meglio la pasta successivamente. Solo all’ultimo, prima di scolare la pasta, aggiustate il sugo di sale e pepe. Una volta cotta, scolatela e mantecate il tutto col parmigiano e se necessario altra acqua di cottura. Impiattate e buon appetito!

Vellutata di bucce di piselli

Ingredienti: bucce di piselli non trattate, 1-2 cipollotti, 2-3 carote,  qualche costina di sedano, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 patata grande, sale, pepe, parmigiano, e se gradite potete aggiungere all’ultimo anche qualche crostino di pane.

Procedimento: ci sono varie versioni anche per questo piatto; la mia versione è questa, (le quantità degli ingredienti saranno più o meno a seconda di quante bucce di piselli avete): faccio un soffrittino di sedano, carota, cipolla e prezzemolo. Unisco poi le bucce dei piselli, magari un pò spezzetate per farle cuocere più in fretta, e la patata fatta a dadini; aggiungo acqua e faccio cuocere il tutto. Una volta cotto il composto lo faccio raffreddare, e passo il tutto nel passaverdure. Una volta passato, rimetto sul fuoco la vellutata, per farla scaldare ed eventualmente farla rapprendere un pò se risulta troppo liquida. Una volta che ha raggiunto la consistenza desiderata, impiattatela, aggiustate di pepe, aggiungete parmigiano e crostini di pane se graditi … ed il piatto è pronto…

Zucche e zucchine: è tempo di piantare!

Zucche e zucchine: è tempo di piantare!

Buonasera ragazzi. Scusate se vi ho abbandonato per una settimana, ma il computer e l’ADSL mi hanno mollato contemporaneamente…!!! Uffy  Uffy!!! Vabbè, capita: ora che tutto si è risolto cerchiamo di recuperare il tempo perso!!!

Andiamo avanti nelle fasi di semina e trapianto. Questo è il periodo più impegnativo per tutti i giadortisti, sopratutto se come me volete “campare di rendita” per buona parte dell’anno. Io ad esempio ho finito in questi giorni le zucchine surgelate dell’anno scorso, così come i ciliegini. Per fortuna ho ancora qualche pelato in dispensa (fatto sempre con i miei pomodori), ed ancora 2 belle zucche di circa 6 kg ciascuna (ad ottobre avevo più di 50 Kg di zucche per l’inverno: le vedete nella foto sotto). Questo per farvi capire che anche un piccolo giardino domestico come il mio può “sfamare” una famiglia!!! Negli ultimi 5 anni, infatti, questo piccolo fazzoletto di terra sabbiosa è diventato una importante fonte di sostentamento, ed oggi per buona parte dell’anno non compro nè frutta nè verdura: se di questi tempi vi sembra poco!!!

Zucche Moscata Di Provenza

La scorsa settimana, come vi avevo detto, ho iniziato con l’orto estivo: ho messo le fave, le cipolle, gli agli, i piselli, i fagiolini, le prime zucchine, la rucola, altre insalatine e radicchi ed i primi 20 pomodori (e vai che l’affare diventa serio!).

Vaschette d'aglio

Di solito in molti casi parto dalle piantine, che compro nei vasi o nelle vaschette. Lo faccio ad esempio con le insalate, con alcuni tipi di pomodori, con agli e cipolle (date una occhiata per esempio alla foto dell’aglio qui sotto: in questo momento è possibile comprare molti tipi di ortaggi in vaschette di questo tipo nelle agrarie o nei vivai) le cui piantine sono più facili da trovare. In altri casi (specialmente se si tratta di orticole particolari, perché magari poco diffuse o conosciute) parto invece da seme, terra e vasi. Mi piace farlo specialmente per le zucche e le zucchine; è da qualche anno infatti che quando sono in giro cerco i semi di piante da orto particolari, che magari sono cadute in disuso o sono conosciute solo in alcune zone d’Italia o solo all’estero. Per esempio ho trovato i semi della Trombetta d’Albenga, una zucchina-zucca rampicante fantastica, più dolce delle zucchine normali. Quando sono ancora piccole le consumiamo come normali zucchine (tra l’altro ci si può fare una carbonara vegetariana molto buona, di cui un giorno parleremo). A fine stagione, invece, le lascio crescere a dismisura, e diventano delle zucche vere e proprie con forme molto particolari come quelle nella foto sotto.

Trombette D'Albenga

A proposito delle zucchine, la tecnica che adotto è quella di mettere subito le piante di zucchina “classica di tipo romanesco” (più facilmente reperibili nei negozi in questa stagione) e contemporaneamente di seminare le trombette. In questo modo le zucchine sono pronte in poche settimane e posso subito mangiarle. Nella foto sotto, ad esempio, si vede come le piantine messe a metà marzo producano già le prime zucchine (ed i primi fiori da friggere per i più golosi!) ad inizio maggio. Quando le zucchine cominciano a finire, sono pronte le trombette che con il clima di Roma durano talvolta anche fino a novembre e (almeno secondo me) sono moooolto più buone.

Zucchine Romanesche

Questa settimana o la prossima, a seconda di cosa troverò in giro in vivai, agrarie o mercati, metterò altre insalate e altri pomodori. Cerco infatti di distanziare le semine ed i trapianti di almeno 10-15 gg per non avere un unico raccolto di troppi ortaggi tutti insieme. Ad esempio per i pomodori ho messo i primi 12  lisci a grappolo qualche settimana fa; poi questa settimana ho trovato i canestrini e ne ho messi altri 6; la prossima spero di trovare i ciliegini o i pachino che essendo più piccoli fanno prima a venire.

Per oggi è tutto. Nei prossimi giorni vi darò qualche dritta sulla semina della rucola nei vasi (Pina preparati ;-) ) e qualche dettaglio in più sulla semina delle zucchine.

Ops, quasi dimenticavo la ricettina:

Crema Di Zucca E Vongole

Crema di zucca e vongole

Ingredienti per 4 persone

  • 2 spicchio d’aglio
  • olio evo q.b.
  • 500 g di zucca
  • 500 g di vongole (meglio se veraci)
  • prezzemolo q.b.
  • pepe a piacere
  • vino bianco per sfumare

Preparazione

Far aprire in un pentolino le vongole (dopo averle ben lavate e fatte “spurgare” per qualche ora) in un po’ d’olio, aglio e per chi lo gradisce un peperoncino. Dopo che si sono aperte, filtrare l’acqua di cottura e metterla da parte. Nel frattempo far saltare la zucca tagliata a dadi grossolani nell’aglio e olio. Quando inizia a soffriggere, aggiungere un pò di vino bianco e far andare a fuoco alto fino a che il vino evapora; aggiungere eventualmente un pò dell’acqua di cottura delle vongole se la zucca risulta ancora un pò dura fino a cottura completata. Infine frullare il tutto. Aggiungere eventualmente altra acqua di cottura delle vongole per ottenere la consistenza desiderata. Sgusciate le vongole, lasciandone da parte qualcuna intera. Condire la crema con le vongole sgusciate e il prezzemolo.  Aggiungere infine le vongole col guscio per guarnire e una grattata di pepe bianco macinato al momento. E buon appetito!