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Luglio: la produzione dell’orto estivo entra nel vivo

Luglio: la produzione dell’orto estivo entra nel vivo

PomodoriMelanzanaCiao a tutti. Siamo arrivati a luglio ed il nostro lavoro nell’orto dei mesi scorsi viene finalmente premiato! Purtroppo con il tempo un pò balordo di quest’anno, siamo un pò in ritardo con le produzioni! Iniziamo comunque a raccogliere le nostre verdurine estive: nel Giadorto, oltre alle insalatine che ci hanno fatto compagnia per gran parte dell’anno, e agli ultimi baccelli e carciofi ritardatari, iniziano finalmente le zucchine ed i fiori, ed il grande momento per pomodori, cetrioli, peperoni e melanzane!

CetrioloFiore Di ZuccaMi raccomando; con l’arrivo dei primi caldi, pacciamate, pacciamate, pacciamate! Come vi ho già detto in altri post, è importante non lasciare mai la terra nuda. Sopratutto d’estate, è importante ricoprire la terra con della pacciamatura organica, che sia fatta di paglia, sfalci di prato, foglie o altro materiale organico. Risparmierete così acqua per l’innaffiamento e contemporaneamente il terreno resterà morbido perchè la pacciamatura, che mantiene umidità, non lo farà compattare. Inoltre, mano a mano che si decomporrà, la pacciamatura farà anche da concime alle nostre orticole. Come vedete nella foto delle piante di melanzane sotto, sia la pacciamatura con l’erba e gli scarti organici, che quella con le cortecce di pino stanno andando benissimo e le piante stanno venendo proprio bene :-) !

Piante D iMelanzane Con PacciamaturaCon il caldo naturalmente le nostre orticole iniziano a crescere esponenzialmente ogni giorno, sopratutto le cucurbitacee (come i cetrioli, le zucche e le zucchine) e spesso dovremo andarle a legare. Lo sapete: le mie zucche arrivano a crescere anche 50 cm al giorno e quindi, man mano che crescono,  le legherò con la rafia naturale. Quest’ultima ha il vantaggio di non dare problemi nello smantellamento dell’orto estivo; infatti può essere compostata, come le piante, al contrario dei classici “leghini in plastica”, che devono essere rimossi uno per uno prima di togliere le piante a fine stagione. Anche quest’anno, con questo sistema, sto creando la mia pergola di zucche e non vedo l’ora che le piante arrivino a coprire tutto il pergolato.

In questi giorni poi, ho rilegato tutti i pomodori stallandoli e legandoli come vi ho spiegato l’anno scorso in questo video. E poi anche le melanzane avevano bisogno di una “stallatina” e “legatina”. Lo sapete: per fortuna o sfortuna, (dipende dai punti di vista) fare l’orto non è solo preparare il terreno e metter le piantine a dimora; ma è anche e sopratutto fare una buona manutenzione. Bisogna stare dietro ad ogni pianta, guardarla nella crescita, legarla e tagliarla, se necessario, nei getti laterali, dare acqua sempre, aumentare il dosaggio nei giorni più caldi, dare ulteriori concimi, se necessario, o macerati, o altro a seconda delle piante.

Adesso che si avvicina il periodo delle vacanze, vi consiglio inoltre di dare l’acqua complessata alle piante da interno prima di partire: quella che uso io si chiama “Irrigò” (la produce la Guaber), e funziona bene perché è un gel che resta sul terreno e viene assorbito lentamente ed in modo regolare dalle piante durante la vostra assenza. Addirittura, il periodo di non annaffiamento, secondo le dosi, può arrivare a un mese.

I primi raccolti sono ovviamente una occasione ghiotta per preparare tante ricettine vecchie e nuove. Coi primi zucchini e fiori, ad esempio, abbiamo cucinato uno spaghettino alla carbonara vegetariana da leccarsi i baffi :-) . Se non ricordate la ricetta, la trovate in questo post di due anni fa. E poi vi volevo dare delle ricettine nuove, ma sempre molto semplici come piacciono a noi. Una l’ho preparata con la prima melanzanina: è una pasta buonissima fatta con pesce spada, melanzane, pomodorini e basilico. L’abbiamo assaggiata a Lampedusa l’anno scorso…e come sapete quando una ricetta ci piace la facciamo nostra e la rifacciamo spesso, perchè per noi un viaggio non è solo la scoperta di posti nuovi è anche fatto di nuovi sapori e odori…che ci resteranno nel cuore!

Ed ecco qua:

Spaghetti Alla LampedusanaSpaghetti alla Lampedusana: melanzane, pesce spada e pomodorini

Ingredienti: 180g di pasta lunga tipo spaghetti, olio e.v.o. q.b., 1 spicchio d’aglio, 1 melanzana, un pezzo di pesce spada (io ho messo 1/4 di una fetta grande), una decina di pomodorini, qualche fogliolina di basilico, vino bianco per sfumare.

Procedimento: Inizio col mettere l’acqua a bollire per cuocere la pasta. Nella ricetta originale, le melanzane prima vengono fritte e poi aggiunte al sugo. Io invece le ho lavate tagliate a dadini, e poi le ho soffritte leggermente con l’aglio e l’olio, facendole un pò “abbrustolire”. Ho poi fatto a dadini anche il pesce spada, ed ho lavato e tagliato a pezzetti i pomodorini. Ho messo poi con le melanzane il pesce spada, e l’ho fatto cuocere per qualche minuto; infine ho aggiunto i pomodorini e ho sfumato il sugo con un pò di vino bianco. Pochi minuti ancora ed il sugo era pronto. Nel frattempo ho fatto cuocere gli spaghetti, ed infine ho mantecato a crudo la pasta, aggiungendo (se necessario) “un girino” d’olio, un pò di acqua di cottura della pasta ed il basilico.

Altra ricettina sfiziosa e super gustosa che ho fatto coi primi carciofi (che a causa del maltempo sono arrivati un pò in ritardo) è stato questo secondo piatto coi calamari (se volete potete usare anche i  totani):

Calamari Carciofi E PatateCalamari, carciofi e patate

Ingredienti: 500-600g di calamari puliti, 1 spicchio d’aglio, olio e.v.o. q.b., 4 carciofi, 2 patate, vino bianco q.b., qualche foglia di prezzemolo.

Procedimento: Ho tagliato prima i calamari a dadini a mio gusto, un pò grossolani. Poi ho lavato, pulito e tagliato anche i carciofi; infine ho lavato, sbucciato e fatto a tocchetti le patate. In una pentola abbastanza capiente, ho scaldato l’olio e l’aglio; non appena l’aglio si è imbiondito, ho aggiunto i calamari e li  ho fatti cuocere a fuoco vivo per qualche minuto; poi ho aggiunto le patate, il vino bianco e dopo qualche minuto anche i carciofi (se c’è poco liquido potete aggiungere ancora vino o acqua). Ho finito la cottura e solo all’ultimo, prima di servire, ho aggiunto il prezzemolo tritato.

La cura dei pomodori

La cura dei pomodori

Ciao ragazzi, scusate l’assenza, talvolta veniamo travolti dalle tante cose da fare e purtroppo dobbiamo tralasciare con rammarico quelle che ci piacciono di più… :-(

Oggi parliamo di una delle principali orticole di questo periodo e della sua cura: la pianta dei pomodori. Molti inoltre mi hanno chiesto di spiegare meglio come si effettua la “stallatura” (pratica a cui ho accennato in altri post), e visto che non c’è modo migliore se non quello di farvi vedere dal vivo come si fa, in questo post provo a condividere il primo video tutorial.

Partiamo con le azioni principali per aiutare le vostre piantine di pomodoro a produrre tanti bei frutti: io che sono fissata col mio orticello, lego e stallo i pomodori ogni settimana; poi col caldo di questi giorni una bagnatina gli va data per forza (se non tutti i giorni, almeno a giorni alterni); infine se vedete che faticano a crescere potete dar loro del concime in granellini naturali (da spargere sul terreno circostante le piante) o liquido (da mettere nell’acqua dell’annaffiamento). In realtà vi confesso che quest’anno non sto dando loro nulla; se vi ricordate, in inverno avevo rimineralizzato il terreno coi lupini e poi (verso l’inizio della primavera) vi avevo mischiato la cenere di legna prodotta dalla mia stufa. Adesso quindi mi sto limitando a mettere gli sfalci d’erba che produco ogni settimana quando taglio il prato, che (come vi ho detto nell’ultimo post) contribuiscono a concimare il terreno oltre che a tenerlo umido (con conseguente risparmio d’acqua).

Inoltre, come vi ho sempre consigliato, oltre che stallare i pomodori è buona pratica incannarli: riuscirete a coltivarli meglio. Qualcuno non lo fa (specialmente chi ha la fortuna di avere tanto terreno a disposizione) perchè, anche se le piante produrranno meno, c’è così tanto spazio che non ha importanza avere la massima resa; per chi ha un piccolo orticello domestico è bene invece sfruttare l’incannamento al meglio, avendo l’accortenza di mantenerlo settimana dopo settimana. Io in particolare tendo a fare un incannamento ad 8 piante, ma ci sono molti altri modi; se non ricordate come si fa, vi consiglio di dare una occhiata al post che avevo scritto in merito un pò di tempo fa e che trovate cliccando qui.

A proposito: oramai sono iniziati a maturare i pomodori. I primi, come sempre, sono stati i pomodori più piccoli; in particolare mi sono maturati i datterini e quelli a grappolo tondi. Ed adesso, mano a mano stanno maturando anche tutti gli altri. Li vedete nella foto: naturalmente una bella caprese con della buona mozzarella di bufala ed il nostro basilico non ce l’ha levata nessuno…. :-)

Primi Pomodori 2013

Unica delusione sono state le “razze” dei pomodori…Quest’anno avevo trovato dei bellissimi pomodori che dovevano essere “i neri di crimea”, ed invece purtroppo mi sembra siano dei normalissimi pomodori a grappolo… :-( E’ possibile che una volta che non mi semino la roba da sola rimango delusa? Già pregustavo questi bellissimi pomodori che avevo assaggiato qualche anno fa a Granada in Spagna (buonissimi tra l’altro)…ed invece niente…pazienza.

Oggi volevo lasciarvi inoltre due ricettine semplicissime  fatte coi nostri pomodorini…

Penne Zucchine E PomodoriniPenne zucchine, pomodorini e basilico viola

Ingredienti: 180-200g di pasta corta tipo penne, 1-2 zucchine, 1 manciata di pomodorini, vino bianco q.b., parmigiano q.b., olio e.v.o., 1 spicchio d’aglio, 1 mazzetto di basilico viola, peperoncino (se gradito).

Procedimento: Mettete a bollire l’acqua per la pasta; nel frattempo lavate e fate a rondelle sottili le zucchine. In una padella mettete a soffriggere l’aglio con l’olio, e  non appena l’aglio soffrigge buttatevi le zucchine; fatele cuocere così per qualche minuto, infine sfumatele con un pò di vino, e poi quasi a crudo aggiungete i pomodorini, che avrete precedentemente lavato e tagliato a metà. Infine buttate la pasta, cuocetela e scolatela al dente, e andate a mantecarla con un pò di acqua di cottura assieme ai pomodorini, alle zucchine ed al basilico viola. Per questa pasta io ho usato il parmigiano per la mantecatura, ma se volete potete usare altri tipi di formaggi: un pò di caciocavallo  o una provola, secondo me, non ci starebbero affatto male: a voi la scelta.

Altra ricetta che volevo lasciarvi è quella della feta fatta al forno, l’ho mangiata da poco in un ristorante greco e volevo riproporvela.

Feta E Pomodorini Al FornoFeta al forno con pomodorini e origano

Ingredienti: 1 fetta di feta (o fresca o confezionata), qualche pomodorino, olio e.v.o. q.b, erbette tipo origano e basilico, pepe.

Procedimento: Prendete una teglia da forno, stendeteci sopra un foglio di alluminio, mettete poco olio sul fondo ed adagiatevi la fetta di feta. Lavate e tagliate a pezzettini i pomodorini, metteteli sulla feta e condite il tutto con poco olio origano e basilico. Chiudete il cartoccio e fate sciogliere la feta nel forno già caldo a 180° per pochi minuti. Facile no?

Anche per oggi è tutto ciao ed alla prossima…

La cura dell’orto estivo

La cura dell’orto estivo

Ciao a tutti. Scusate l’attesa, ma i lavori di questo periodo (non solo nell’orto ma in tutta casa) mi hanno assorbito non poco.

Allora, in giardino ho finito di seminare tutto il prato: non so se ve l’avevo già detto, ma sta venendo bene; poi più si taglia più cresce e io ormai lo sto tagliando una volta a settimana. Ogni 15-20 giorni, poi,  lo sto concimando con dei buoni concimi, meglio se bio, sia per il cagnolotto che gira in giardino e sia perchè poi gli sfalci di prato li vado a distribuire nell’orto, quindi meglio prodotti tutti naturali.

Primi PomodoriNell’orto i pomodori sono stati tutti incannati ed ogni settimana (man mano che crescono) li sto legando e “stallando” (togliendo i rami ascellari). Inoltre li ho già zappettati più volte, distribuendo intorno alle piante e incorporando nel terreno gli avanzi della cenere di legna dell’inverno. Naturalmente ogni settimana, come vi dicevo prima, distribuisco intorno alle piante l’erba tagliata (la famosa “pacciamatura”), in modo da concimare ulteriormente i pomodori. Gli sfalci del prato inoltre, come altre volte abbiamo detto, se messi in un bello strato intorno alle piante oltre che concimare creano un ambiente umido che permette di risparmiare l’acqua delle innaffiature. E come vedete nella foto a sinistra cominciano ad arrivare le prime soddisfazioni ;-) .

Poi mi sono nate tutte le zucche e le zucchine che avevo seminato nei vasetti, ed in questi giorni le ho messe in piena terra: ora è solo questione di pazienza e di caldo per farle crescere. Anche i fagiolini in erba verdi, quelli viola e quelli rampicanti sono quasi tutti nati e li ho già messi in piena terra. Le patate, gli asparagi e i carciofi procedono bene. Anche melanzane e peperoni stanno crescendo velocemente: li ho già incannati ed ogni settimana, come per i pomodori, devo procedere alla legatura.

Fiori Delle FaveIntanto stiamo mangiando i primi “baccelli” (le fave per i non-toscani ;-) ), in piccole quantità naturalmente, perchè quest’anno non ne avevo messi molti. Guardate nella foto a destra che fiori buffi fanno prima di cominciare a produrre i baccelli. Anche le cipolline e le insalate messe in consociazione con le altre piante (le prime vicino alle fave e le seconde tra i pomodori) fanno ben sperare. Infine ho comprato il basilico foglia di lattuga e quello viola in vaso e messo in piena terra il basilico classico da pesto.

Purtroppo ho già finito tutta la cenere dell’inverno, ed anche le trappole alla birra contro le lumache con questo caldo non fanno un odore molto gradevole, quindi mi sono comprata l’antilumaca bio. Ho scoperto questa nuova linea tutta bio (“Natria”) che fa sia l’antilumaca che altri trattamenti fogliari per le piante da frutto: per ora la sto provando e mi sembra buona. Il prodotto fogliare da spruzzare sulle foglie è a base di polvere dell’albero di Neem, che sappiamo essere un buon insetticida. La sto provando sugli agrumi che col Bolla Del Pescocaldo sono pieni delle simpatiche “mosche bianche”, e sul ciliegio (che purtroppo ha qualche pidocchietto). Per i peschi, che in questo periodo sono affetti dalla “bolla del pesco” (nella foto vedete l’effetto di questo fungo sulle foglie), sto usando invece un fungicida, sempre biologico; sono alle prime applicazioni quindi vi farò sapere più in là.

Anche per oggi è tutto, vi volevo lasciare solo due ricettine semplici semplici, fatte coi prodotti invernali di fine stagione. L’altra sera ho fatto una frittatina con uno dei cesti di puntarelle che ho ancora nell’orto (ne ho ancora dieci cestini, devo anche sbrigarmi a mangiarli prima che passino e poi devo fare lo spazio per altri ortaggi estivi)…E poi con le arance del Giadorto, ho provato a fare una cosa un pò più estiva il sorbetto all’arancia e mi è venuto veramente buono, e sopratutto semplicissimo da fare…

Frittata di puntarelleFrittata di puntarelle

Ingredienti: 3-4-uova, 1 puntarella, 1 mazzetto di prezzemolo, parmigiano grattugiato q.b., 1 alice sott’olio, sale, pepe.

Procedimento: Lavate e fate a pezzetti abbastanza piccoli la puntarella. Sbollentatela per qualche minuto in acqua bollente salata per togliere un pò di amaro. Scolatela e fatela lievemente raffreddare. Lavate anche il mazzetto di prezzemolo e spezzettatelo in una ciotola abbastanza capiente; unitevi le uova, il parmigiano grattugiato, un pizzico di sale, l’alice, il pepe (se gradito), e sbattete tutti gli ingredienti insieme. Infine aggiungete le puntarelle fatte raffreddare. Andate a cuocere la frittata in una padella antiaderente abbastanza capiente, con un filo d’olio. Rigiratela e servitela immediatamente.

Sorbetto All'AranciaSorbetto all’arancia

Ingredienti: 1/2 litro di acqua,1 limone, 300g di zucchero, 8 arance, 1 chiara d’uovo.

Procedimento: Per prima cosa spremete il limone e unitelo allo zucchero ed all’acqua in un pentolino; portate ad ebollizione il tutto e fatelo bollire per qualche minuto. Mentre questo sciroppo si fredda, lavate le arance, grattatene la scorza a 2-3, e spremetele tutte. Non appena lo sciroppo è quasi freddo, unitevi il succo delle arance e la scorza. All’ultimo montate a neve ben ferma la chiara d’uovo ed andate ad incorporarla al composto. Mettete tutto il composto in un recipiente da freezer, e lasciatelo raffreddare nel congelatore per un’ora circa. Una volta trascorso il tempo, riprendete il sorbetto e frullatelo (io ho usato il minipimer ad immersione). Quindi rimettete nel congelatore per conservarlo. Quando dovete mangiarlo vi consiglio di ritirarlo fuori con largo anticipo e di rigirarlo bene con un cucchiaio o con una frusta: deve risultare ghiacciato ma cremoso.

E primavera sia!

E primavera sia!

Finalmente è arrivata la primavera: non se ne poteva più di pioggia e freddo! Finalmente sono riuscita a stare fuori a fare giardinaggio come piace a me, ma che fatica! Alla passione proprio non si comanda :-) . In questo periodo purtroppo non sono riuscita a scrivere molto: ero troppo indaffarata col Giadorto. Come potete immaginare, questa è la stagione più impegnativa per noi giadortisti. Quindi, se ancora non l’avete fatto, iniziate a darvi da fare nei vostri orti, giardini e balconi. E’ il momento di riconquistare i nostri spazi all’aperto: da ora in avanti e per diversi mesi vivremo più fuori che dentro e quindi è il momento di preparare gli spazi esterni per accogliere noi, i nostri amici e le nostre famiglie al meglio…e soprattutto prepariamoci a raccogliere tanta frutta e verdura…

Cominciamo con una comunicazione di servizio per i romani: non perdetevi l’appuntamento ai giardini della Landriana di questo fine settimana. C’è una bellissima fiera sul mondo del giardinaggio, che ogni anno non perderei per nulla al mondo. Potete iniziare anche da lì, comprando bellissimi fiori per i vostri spazi all’aperto. Oppure potete visitare i bellissimi giardini, progettati dal famoso architetto paesaggista inglese Russel Page.

Piante Pomodori 2013Ma torniamo ai vostri orti e giardini…a che punto siete? Io nel Giadorto ho finito di riseminare per pezzi tutto il prato, ma che faticaccia :-) . Poi sto continuando a consumare i frutti della produzione invernale: la rucola, le insalate, le puntarelle e i cardi. Intanto per festeggiare la bella stagione ho piantato tanti bei pomodori (ben 52), che vedete già incannati nella foto a destra. Dovranno crescere, ma con un pò di pazienza tra qualche mese mangeremo i nostri pomodori. Che altro? Col caldo di Roma in questi giorni stanno crescendo a vista d’occhio le fave, i pisellini, le patate e gli asparagi. Ho seminato nei vasi le zucche e le zucchine (che stanno già nascendo) e la prossima settimana li andrò a travasare in piena terra. Purtroppo sono un pò in ritardo rispetto agli altri anni, ma pazienza.

Riassumendo, ecco cosa consiglio di fare nei vostri giardini, orti e balconi in questi giorni:


Gerani- Giardino:
seminate prato, bulbi estivi, nuovi fiori stagionali.

- Orto: piantate pomodori, melanzane, zucche, zucchine, cetrioli, peperoni, insalate, fagioli e fagiolini, prezzemolo, basilico; poi dovreste aver già messo, ma siete ancora in tempo per mettere, i piselli; temo invece che per fave, patate, e asparagi sia ormai un pò tardi.

- Balconi: mettete nuovi fiori sui vostri balconi: tutti quelli stagionali vanno benissimo; meglio i tagete e i nasturzi che contribuiscono a proteggere le vostre piante, ma vanno bene anche gli altri fiori di questo periodo, come i gerani (come quelli nella foto) e le rose. Sul balcone potete mettere anche i bulbi estivi; per esempio sono bellissime le dalie (come quelle nella foto sotto). Ma se vi va, ed avete spazio sufficiente, è il momento per provare a fare anche un pò d’orto. Ad esempio, potete mettere qualche pomodoro, qualche insalatina, qualche pianta aromatica; bastano pochi vasi, per ricreare un piccolo orto.

DalieDimenticavo: ho iniziato a spruzzare un pò di prodotti a base di rame (quelli consentiti in agricoltura biologica) sulle rose (perchè iniziavano ad avere qualche “pidocchietto”), sui peschi (perchè iniziano subito dopo la fioritura ad avere le foglie arricciate dalla “bolla del pesco”), e sugli agrumi (sui quali ogni anno il caldo fa esplodere la colonia di mosche bianche).

Altro consiglio: nei prossimi giorni rimetterò in giardino qualche trappola alla birra, ve ne ricordate? Ne avevamo parlato anche l’hanno scorso: basta usare dei contenitori appositi o i contenitori dello Yogurt da 500g, interrarli per 2/3 e riempirli di birra; le lumache vi verranno attirate e (purtroppo per loro) andranno ad affogarci dentro. Lo so: detto così sembra brutto, ma purtroppo o loro o noi; mi hanno già fatto fuori 3 dei 6 cetrioli che avevo messo, ed anche molti fiori e piantine; quindi adesso basta, divento cattiva. Anche quest’anno la colonia di lumache del Giadorto è un pò troppo numerosa ed affamata. Nonostante abbia messo tanta cenere di legna intorno alle piante, si stanno mangiando di tutto, mi spiace ma quando è troppo è troppo.

Anche per oggi è il momento di salutarci, senza dimenticare la ricettina del Giadorto: questa settimana vi propongo 2 tipi di torte salate, preparate con le verdure che sto producendo in questo periodo: uno sformato fatto con i cardi, ed una rivisitazione del gateau (o gattò) fatto con rucola e patate.

SformatoCardiSformato di cardi

Ingredienti: 1 Kg di cardi, 1 confezione di panna da cucina, parmigiano q.b., 1 uovo, sale, noce moscata, pangrattato.

Procedimento: Lavate e tagliate a pezzi i cardi e bolliteli in acqua bollente fino a che non diventano teneri. Fateli freddare, frullateli nel frullatore, metteteli in una terrina ed amalgameteli con la panna, l’uovo, abbondante parmigiano, un pizzico di sale ed una grattata di noce moscata. Prendete una tortiera, imburratela e passateci il pangrattato; adagiatevi poi il composto, infine spolverate di pangrattato anche in superfice. Infine cuocete lo sformato in forno caldo a 180° per 20-30 minuti.

GateauPatateRucolePancettaGattò di rucola e patate

Ingredienti: 5 patate, 1-2 mazzetti di rucola, 1 uovo, latte q. b., parmigiano q.b., pepe, noce moscata, sale, 100g di pancetta dolce (se gradita), pangrattato.

Procedimento: Lavate la rucola e tenetela da parte, lavate anche le patate, bucatele e cuocetele nel microonde, sbucciatele e schiacciatele nello schiacciapatate. In una terrina amalgamate le patate con l’uovo, il latte, il parmigiano, il pepe, un pizzico di sale, la noce moscata e, se volete, la pancetta. Imburrate uno stampo e passatelo col pangrattato. Inserite il composto come nella ricetta precedente, spolverate anche in questo caso di pangrattato. Infine cuocete sempre in forno caldo a 180° per almeno mezz’ora.

Chi si piace? (tra le orticole)

Chi si piace? (tra le orticole)

Consociazione Tra Pomodori E InsalataCiao a tutti. Oggi parliamo di quali orticole “si piacciono” di più e quali di meno: in gergo le chiamiamo consociazioni. Infatti se vogliamo un orto estivo sano e rigoglioso dobbiamo stare attenti a quali orticole crescono meglio se messe vicine, e quali è meglio tenere separate. Allora chiariamoci un pò le idee; quando avrete imparato queste piccole regole, vedrete che le applicherete ad occhi chiusi :-) .

Io ormai nel mio orticello ho le idee abbastanza chiare: ogni anno posiziono i pomodori nell’aiuola del giadorto più vicina a casa, dove prenderanno più sole, e metto loro vicino le insalatine, che in questo modo cresceranno insieme ai pomodori più facilmente; poi mano a mano che saranno pronte mangeremo le insalate, lasciando spazio alle piante dei pomodori che  nel frattempo avranno raggiunto una certa altezza.

Di seguito vi faccio l’elenco delle consociazioni più comuni per le orticole che avremo nei nostri orti e nei nostri giardini nei prossimi mesi:

  • Zucca: peperoni, mais.
  • Zucchine: cipolle, fagioli, mais.
  • Insalate: pomodori, asparagi.
  • Pomodoro: sedano, prezzemolo, cavolo, insalate, aglio, fagiolino.
  • Asparagi: prezzemolo, pomodoro, cetrioli, insalate.
  • Cetrioli: fagioli, mais, cipolle, porri, lattuga.
  • Cicoria: insalate, finocchi, carote.
  • Fagioli: lattuga, sedano, cavoli, cetrioli, patate, pomodori, piselli.
  • Cipolle: cicoria, lattuga, cetrioli, fragole.
  • Piselli:  Zucchine, insalate, cetrioli, mais.
  • Patata: spinaci, insalata.
  • Fave: patate, aglio, cipolla.

Se volete provare a fare altre associazioni le regole di base sono abbastanza semplici:

  1. Non mettere mai vicine orticole della stessa famiglia (ad esempio zucche e zucchine, che fanno entrambe  parte della famiglia delle cucurbitacee).
  2. Non mettere vicine piante che occupano lo stesso livello di terreno, ma con un apparato radicale diverso (ad esempio: no all’associazione di bulbose come porro, cipolla o patate; si invece all’associazione tra pomodoro e insalata, perchè il pomodoro ha una radice profonda mentre l’insalata ha piccole radici superficiali).
  3. Non mettere insieme piante che hanno cicli colturali diversi, ad esempio piante che si sviluppano in poco tempo con piante dallo sviluppo più lento (per questo si usano molto le insalate, gli spinaci e la rucola per le consociazioni con altre piante dal fuso più alto, ad esempio pomodoro-insalata o patata-spinaci).
  4. Attenzione ai tempi di coltivazione; attenti cioè a che le consociate non prendano l’una il sopravvento sull’altra mentre crescono.
  5. Mettere sempre qualche leguminosa (ad esempio piselli e fave), per fissare l’azoto al terreno, in modo che le piante vicine ne traggono beneficio.

NasturziPiù o meno queste sono le regole di base. Vi raccomando poi di non fare mancare mai nell’orto i fiori che proteggono le vostre piante dall’attacco degli insetti: quelli estivi sono nasturzi  (come quelli nella foto) e tagete. Non sottovalutate nemmeno le piante aromatiche che sono ottime repellenti per tenere gli insetti lontano dalle orticole e da tutte le piante nel giardino.

E non dimenticate che giardini e orti devono essere anche belli da vedere… Ricordo sempre l’orticello dei miei nonni, perfetto e senza un’erbaccia, dove ogni pianta aveva il suo posto (i fiorellini, le piante aromatiche, le orticole e le altre piante) ed io e mia nonna ci sedavamo al tavolo, a chiaccherare ed a respirare i suoi profumi…

Come vi ho accennato nell’ultimo post, sto cercando di consumare le verdure dell’orto invernale, perchè devo far spazio alle verdure estive.  Per esempio ho ben 12 piante di cicoria (tipo puntarelle), da “smaltire”; domenica le ho usate per  la ricetta della pasta con puntarelle e pangrattato di cui vi ho parlato un pò di tempo fa (qui) ed è venuta buonissima. Oggi ho fatto l’insalata con le puntarelle come si fa qua a Roma, quindi vi voglio dare la ricetta; per i romani è probabilmene una banalità, ma per tutti gli altri può essere un modo diverso per preparare questo tipo di cicoria che oramai anche in altre parti d’Italia trovate tranquillamente al supermercato. Vi dò la ricetta come l’ho imparata io quando sono arrivata a Roma…

Puntarelle Alla RomanaPuntarelle alla romana

Ingredienti: 1 cesto di puntarelle, olio e.v.o., aglio, 2-3 filetti di acciuga sott’olio, pepe q.b., aceto di vino bianco q.b.

Procedimento: pulite le puntarelle, lavatele e tagliatele a pezzetti; vanno tagliate abbastanza fini, perchè poi le dovrete lasciare a bagno in acqua fredda ad arricciarsi. Quando si sono arricciate, scolatele dall’acqua e conditele con le acciughe sminuzzate, l’aglio, l’olio, il pepe, l’aceto.

Pronti, attenti, via!!!

Pronti, attenti, via!!!

Allora ragazzi, siamo quasi a fine febbraio: siete pronti per iniziare a preparare l’orto estivo? Io per esempio ho già iniziato a seminare piselli e prezzemolo. Oggi quindi vi voglio parlare delle colture di cui possiamo occuparci in queste settimane di fine inverno. A febbraio e marzo, per esempio, è possibile cominciare con piselli, fave, rucola, insalate, prezzemolo, cipolle, patate, cavoli estivi, zucchine, zucche, pomodori, melanzane, basilico, asparagi e carciofi.

Rucola E InsalatineComunque procediamo per gradi. Le piante che ho seminato qualche mese fa (ad esempio la rucola e le insalatine della foto, che avevo messo sotto le serrette) sono cresciute di più ultimamente, e questo è segno che il momento è buono per ricominciare a seminare. Ho approfittato perciò della luna crescente delle ultime settimane, per seminare già in piena terra (anche se sotto le serrette) le prime quattro file di piselli. Poi ho seminato in vaso un pò di prezzemolo nuovo, e rizappetato tutto l’orto alzando e riabbassando le serrette. Mi raccomando: lavorate sempre nelle ore calde col sole per evitare che le piante, abituate a stare al calduccio delle serre, ne possono soffrire.

Nelle prossime settimane vi consiglio poi di raccogliere e mangiare i prodotti dell’orto invernale per far posto all’orto estivo. Io dovrò mangiare (con grande sforzo :-) ) l’insalata, la rucola, le puntarelle, la cicoria e i cavolfiori e i porri.

Piantine Di Fave In SerrettaPremunitevi anche di semi nuovi (se già non li avete comprati o conservati dai raccolti precedenti). Nei prossimi giorni io seminerò le fave, il basilico, le zucche e le zucchine (almeno quelle dei tipi che possono essere seminati in questo periodo). In particolare metterò fave, zucche e zucchine in vasi piccoli (come quelli nella foto) che andrò ad inserire  nelle mini-serrette, che di solito posiziono sul tavolo del mio patio, dove c’è sempre un bel calduccio ed in pochi giorni nasce tutto. Se non volete lavorare troppo, ricordate che potete anche comprare direttamente le piantine; anche in questo caso il prezzo è irrisorio (pochi centesimi per sei piantine).

Ma non dimentichiamoci del prato. Il mio ultimamente ha cominciato a riprendersi ed a crescere più velocemente, quindi si avvicina il momento di ricominciare a seminare, o meglio a rigenerare, il prato. Come sempre, prima dovete tagliare l’erba e poi mischiare il terriccio universale con un pò di sabbia per fare un ottimo terreno da prato; infine aggiungete il seme del prato che avete scelto (normale, dicondra, ecc.) ed andate a distribuirlo e livellarlo bene sul terreno. Se avete degli avvallamenti in alcuni punti, come purtroppo capita a me, dovrete mettere uno strato più spesso di miscela, per riarrivare all’altezza del terreno originale. Infine, se pensate che sia troppo freddo o se pensate che gli uccelli arrivino nel vostro giardino a frotte per mangiarvi tutti i semi, usate del tessuto non tessuto per i primi giorni. Sarà comunque anche per voi più facile non andare a calpestare i punti dove avete seminato il nuovo prato, e potrà anche essere utile per proteggerlo dagli animali domestici. Quando vedete che i semi germogliano e nascono i primi fili d’erba, potrete togliere il telo di tessuto non tessuto. Mi raccomando: tagliate il prato “coi nuovi fili” solo dopo che ha raggiunto una certa altezza; deve prendere un pò di forza prima di essere “barbaramente tagliato”, se no rischiate di portare via la pianta e tutto.

Ovviamente anche nell’orto, se lo ritenete opportuno, potete aggiungere nuovo terreno. Con tutte le piogge di quest’anno ho l’impressione che il mio si sia abbassato troppo e quindi probabilmente aggiungerò terriccio nuovo anche lì. Anche qui consiglio terriccio universale, da mischiare con la sabbia, e a cui aggiungere nel caso dell’orto (come già vi ho detto in altri post) un pò di cenere.

CalendulaInfine non dimentichiamo i fiori: oggi sono stata al vivaio e ne ho trovati alcuni molto primaverili, come le margherite, e la calendula della foto. Ho preso anche i semi di tagete e nasturzio che vanno seminati proprio in questo periodo.

Ultima indiscrezione ;-) : il proprietario del vivaio mi ha detto che tra un paio di settimane gli arrivano i piantini di pomodoro, e di solito se arrivano ad un vivaio arrivano a tutti, quindi vi consiglio di cominciare a sistemare i terreni per accogliere i pomodori…

Anche per oggi è tutto: alla prox e buona ricettina…

Di recente ho provato a fare la piadina. Eccovi la ricetta con la rucola del Giadorto, il prosciutto e lo squacquerone. Ovviamente la potete condire come più vi stuzzica la fantasia.

Piadina Rucola Prosciutto E SquacqueronePiadina Rucola, Squacquerone e Prosciutto Crudo

Ingredienti per quattro persone: 200g di acqua tiepida, 500g di farina, 1 cucchiaino di sale, mezzo cucchiaino di bicarbonato, 80g di olio evo, prosciutto qb, squacquerone qb, rucola qb.

Procedimento: almeno mezz’ora prima della cottura, cominciate col mischiare bene la farina, il sale ed il bicarbonato; aggiungete quindi l’acqua e l’olio e impastate tutti gli ingredienti per alcuni minuti in modo da ottenere una pallina liscia. Mettete quindi l’impasto a lievitare in un luogo caldo. Trascorso il tempo di lievitazione, prendete la pallina, dividetela in quattro palline più piccole e iniziate a stenderle con il matterello una per una, aiutandovi con un pò di farina: devono venire spesse pochi millimetri. Fate scaldare sul fuoco una padella antiaderente (io uso proprio quella per le piadine) e quando è calda fatevi cuocere ogni piadina qualche minuto per lato. Toglietela dal fuoco e conditela mentre è ancora bollente con lo squacquerone, il prosciutto, una bella manciata di rucola e un pò d’olio e di sale. E buon appetito!!!

Il Giadorto resiste all’inverno mentre Natale si avvicina!

Il Giadorto resiste all’inverno mentre Natale si avvicina!

Arance NavelBuongiorno giadortisti! Purtroppo, con questo gelo improvviso e la mega grandinata che si è abbattuta sul litorale romano la settimana scorsa, il povero Giadorto è rimasto un pò danneggiato!!! Che noia l’inverno: avevo ancora tanti fiori sulle piante di zucca, che ovviamente con la grandine si sono rovinate; d’altra parte doveva accadere prima o poi :-( . E menomale che avevo montato un pò di serrette (avete letto il post precedente?), che mi hanno permesso di salvare almeno le insalatine. In un modo o nell’altro comunque il giadorto si riprenderà, però al momento mi ha fa un pò di tristezza :-( . Poi naturalmente avevo appena rastrellato il prato e rimosso le foglie della quercia, ed è bastato qualche ora di clima avverso che siamo di nuovo punto e a capo. Ho tolto anche le ultime piante di fagiolini che si sono gelate, mentre ho lasciato le piante di melanzana che, a parte tutte le foglie bucherellate dalla grandine, non sono messe così male e producono ancora qualche frutto. Quanto mi piacerebbe che non seccassero da un anno all’altro!!! Ve lo immaginate, partendo con piante alte già più di 2 metri, quanto potrebbero crescere?  Quasi quasi provo ad avvolgerle col tessuto non tessuto quest’anno, chissà se riesco a salvarne almeno una?

Il problema principale con la grandine sono gli  agrumi (e sopratutto le arance, vedi foto sopra), che spesso si trovano nell’ultima fase di sviluppo proprio nel periodo in cui è più facile che arrivi la grandine; si ritrovano quindi a crescere con la buccia rovinata (talvolta tutta bucherellata) e possono anche marcire per questo. Comunque coglierò tutti i limoni ed i lime maturi (che si conservano per mesi in frigo) e controllerò mandarini e clementini (quasi tutti pronti), che se sono bucati dalla grandine tendono a marcire nel punto del buco.Begonie Rosa E Rosse

Purtroppo anche i fiorellini con la grandine sono rovinatelli…avevo ancora le begonie estive in alcuni vasi sul balcone e si sono rovinate non poco (vedi foto prima della grandinata); chissà se riescono a riprendersi o il freddo di questi giorni darà loro la botta finale?! idem per un vaso di bei nasturzi e per gli altri fiorellini blu tappezzanti (dal nome difficile: lithodora-heavenly blue)…in compenso sembra che i ciclamini si siano salvati; idem le pansè  che, pur essendosi un pò “sdraiate”, si dovrebbero riprendere in fretta . Che ve lo dico a fare: sono gli inconvenienti della stagione…!!!

Comunque in questi giorni, visto anche il clima avverso, sto lavorando parecchio in casa, lasciando il povero giadorto al gelo, alla pioggia, ed alla grandine :-( . In particolare sto lavorando a nuove ricettine per le feste…Volevo quindi lasciarvi le ricette di lasagne a base di verdure che ho testato in questi giorni (prove tecniche per i menù delle feste) e la ricetta di una zuppa fatta con le foglie tenere delle zucche che sono riuscita a salvare…


Minestra Di TenerumiMinestra di “tenerumi”

Ingredienti: 1 ciotola di “tenerumi” puliti ( le puntine tenere delle zucche o delle zucchine, con le zucche e i fiori piccoli ancora verdi), 2-3 patate medie, qualche pomodoro fresco o pelati (io ho usato un vasetto di pelati del giadorto), 1 spicchio d’aglio, olio e.v.o., basilico, sale, un pò di vino bianco.

Procedimento: Lavate e tagliate a pezzetti i “tenerumi”, se necessario. Prendete una casseruola abbastanza capiente, versatevi un girino d’olio e mettete uno spicchio d’aglio intero a rosolare. Non appena imbiondisce versate “i tenerumi” in erba e fateli rosolare per qualche minuto. Nel frattempo lavate, sbucciate e tagliate a dadini le patate. Aggiungete nella pentola un pò di vino bianco, dell’acqua, i pelati, il basilico e le patate. Fate cuocere la minestra a fuoco basso per almeno trenta minuti; e ricordatevi di aggiustarla di sale. Impiattatela aggiungendo un girino d’olio buono a crudo se lo preferite.

Veniamo ora alle “prove tecniche di lasagne”, sempre a base di verdure del giadorto. Per accontentare i “non vegetariani” (che in famiglia sono numerosi) ho aggiunto in un caso un affettato e nell’altro salsiccia e macinato; per chi invece preferisce i piatti vegetariani, la parte carnivora può essere sostituita con l’aggiunta di un formaggio tipo la mozzarella nel primo caso (ad esempio lasagne con zucchine e mozzarella di bufala)  e con gorgonzola o provola affumicata nel secondo ( lasagne zucca e gorgonzola, o zucca e provola affumicata).


Lasagna Con Salsicci aE ZuccaLasagne di zucca al ragù di salsiccia e macinato

Ingredienti: 1 confezione di lasagne già pronte (a meno che non le vogliate fare in casa), 1 ciotola di zucca a dadini, 250g salsiccia, 250 g di  macinato di maiale, 1 spicchio d’aglio, olio e.v.o., 1 mazzetto di prezzemolo, pepe q.b., vino bianco q.b., 100 g di farina, 100 g di burro, 1 litro di latte, noce moscata q.b.

Procedimento: Inizio a fare il sugo per le lasagne: prendo una pentola abbastanza capiente, faccio un fondo di olio e aglio, e non appena imbiondisce verso il macinato di maiale e  la salsiccia a pezzetti che vado a disfare ulteriormente mentre si cuoce. Rosolo bene il tutto, e dopo qualche minuto aggiungo la zucca precedentemente lavata e tagliata a dadini; continuo la cottura ancora per qualche minuto ed infine aggiungo un pò di vino bianco. Il sugo deve cuocere fino a che la zucca non risulta ben cotta. Quando  il sugo è pronto, spengo la fiamma, lo assaggio, e lo regolo di sale e pepe; solo alla fine aggiungo il mazzetto di prezzemolo precedentemente lavato e tritato. Dopo il sugo, passo a preparare la besciamella: metto in un altro pentolino 100 g di burro a sciogliere a fuoco molto lento; non appena è sciolto, verso anche la farina e lascio cuocere a fuoco basso per qualche minuto (si deve dorare lievemente); infine aggiungo il litro di latte e faccio addensare la besciamella, stando attenta a girare sempre con una frusta per non fare venire i grumi. Dopo qualche minuto da quando bolle il latte, la besciamella è pronta; la salo, la giro e ci gratto un pò di noce moscata. A questo punto vado ad assemblare le lasagne in una lasagnera (una teglia quadrata da lasagne). Io sono della scuola di pensiero di quelli che cuociono per qualche minuto la pasta delle lasagne. In particolare prendo una padella larga, la riempio per metà con acqua che vado a salare e a far bollire, ed inizio a cuocere uno alla volta i fogli di lasagna. Per assemblare le lasagne, mi metto tutti i pentolini vicino, quelli col sugo, con la besciamella, la lasagnera e la padella nella quale sto cuocendo i fogli di pasta delle lasagne. Qundi inizio: nel fondo metto l’olio e un pò di besciamella, poi aggiungo i fogli di pasta scottati per qualche minuto nell’acqua salata, quindi verso delle cucchiaiate abbondanti di sugo alla zucca ed altrettante cucchiaiate di besciamella; concludo grattando abbondante parmigiano e continuo, di nuovo, con pasta, sugo, besciamella e parmigiano. Ne ho fatti 4 strati. Finite di assemblare, le metto in forno caldo a 180° gradi per una mezz’oretta. Le lasagne devono cuocere per bene e dorarsi in superficie.


Lasagne Con ZucchineE Prosciutto CottoLasagne zucchine e cotto

Ingredienti: 1 confezione di lasagne, 1 pacchetto di zucchine del giadorto a rondelle surgelate (3-5 zucchine), 200 g di prosciutto cotto, parmigiano q.b., 1 spicchio d’aglio, vino bianco q.b., olio e.v.o., sale, pepe, besciamella (quest’ultima fatta, come nella ricetta precedente, con 1 litro di latte, 100g di farina, 100g di burro, sale e noce moscata q.b.).

Procedimento: In una padella vado a cuocere le zucchine, partendo come sempre dal mettere l’olio e l’aglio a scaldarsi; aggiungo le zucchine non appena l’aglio imbiondisce, e le faccio rosolare per qualche minuto; infine aggiungo il vino bianco e finisco la cottura. Passo poi a fare la besciamella, come spiegato nella ricetta precedente. Quindi mi preparo ad assemblare le lasagne:  metto il sugo di zucchine, la besciamella, il parmigiano e il prosciutto vicino alla lasagnera ed alla padella con l’acqua calda salata nella quale scotto i fogli di pasta delle lasagne. Per assemblare tutte le lasagne faccio sempre in questo modo, cuocendo sul momento i fogli di lasagna. Quindi metto il solito “girino” d’olio e abbondanti cucchiaiate di besciamella sul fondo della lasagnera, e poi il foglio scottato di pasta di lasagne, cucchiaiate del sugo di zucchine, il prosciutto cotto, che spezzetto lì per lì sopra le lasagne, ed abbondante besciamella e parmigiano. Continuerò gli strati fino a terminare la pasta delle lasagne e tutti gli altri ingredienti. Dopo l’assemblaggio, le lasagne vanno cotte come al solito in forno caldo intorno ai 180° gradi per 20-30 minuti fino a che non saranno ben dorate.

Anche per oggi è tutto alla prossima e buon appetito!

Lavori autunnali: diamo nuova vita al nostro prato!

Lavori autunnali: diamo nuova vita al nostro prato!

Ciao ragazzi, questa settimana vi volevo parlare della cura del prato. Come già vi ho accennato in uno degli ultimi post, con la fine dell’estate è arrivato il momento di darsi da fare anche coi nostri manti erbosi. Questo, oltre che all’inizio della primavera, è uno dei due periodi dell’anno migliori sia per la semina (o la risemina) che per la concimazione.

Prato RovinatoIl mio prato purtroppo, a causa del caldo intenso di quest’anno, è messo un pò male (la foto a sinistra vi dà un’idea di quanto sia rovinato in alcuni punti), tutto chiazzato e con vari punti in cui si è bruciato; innanzi tutto quindi è bene concimarlo. In commercio ci sono vari prodotti per la concimazione, anche naturali, solitamente in granuli. Io ho preso un sacco da 5 kg di quelli naturali, che si usano anche in agricoltura biologica; in realtà potrei spargere i granuli ovunque nel giadorto, ma per ora voglio iniziare a concimare solo il prato. Quest’anno penso che dovrò concimarlo più volte, visto come è messo. La tecnica che uso è la seguente: innanzi tutto la terra non deve essere troppo asciutta, quindi o lo concimate 1-2 giorni dopo che è piovuto o lo bagnate il giorno prima. Poi taglio l’erba, e infine cospargo tutta la superficie del prato con manciate di granulato, più o meno 1-2 manciate per metro quadro, anche se io vado molto a occhio (se aguzzate la vista, i puntini neri nella foto sono i granuli di concime). Con 5 kg più o meno penso di riuscire a concimare 1-2 volte (il prato ha una superficie di circa 150 metri quadri). Successivamente bagno per bene il prato, cercando di far sciogliere i granuli il più possibile, in modo da evitare problemi ai nostri amici a quattro zampe. Con il concime il prato innanzi tutto si rafforzerà per superare l’inverno, e poi nell’immediato, dopo pochi giorni, lo dovreste vedere  già più verde e vigoroso.

Sicuramente questo trattamento, eventualmente fatto più volte (io penso di concimare adesso una prima volta, vedere come va, e se sarà necessario riconcimare tra un mese o un mese e mezzo), basterà per buonaparte del tappeto erboso, ma per gli angoletti o gli altri punti troppo sciupati dovremo riseminarlo da capo. A seconda dell’uso, della posizione, o della qualità del prato originale dovrete prendere (mi raccomando) dei semi diversi: prato da sole, o da ombra, o all’inglese con i fili d’erba finissimi, o tipo “campo da calcio”, più adatto al calpestio. Io metterò quello da ombra, perchè devo riseminare vicino ai muri ed intorno alla quercia, ma adatto al calpestio, che ha  fili d’erba un pò grossolani. Per riseminare correttamente il prato dovremo aggiungere ai semi del terriccio; per far ciò, potete prendere quello già miscelato per tappeti erbosi, che ha al suo interno la sabbia, o potete miscelare voi un qualsiasi terriccio universale con della sabbia. La sabbia serve per drenare meglio il terreno; infatti penso di aggiungerne un pò in alcuni punti del prato che vedo un pò più fangosi. Ma torniamo alla nostra semina. Io faccio così: prendo un secchio al cui interno mischio il terriccio universale, la sabbia, i semi del prato ed anche qualche granulo di concime; poi vado col secchio nel punto in cui voglio riseminare e stendo un pò della suddetta miscela sul terreno. Faccio questo anche quando voglio rinfoltire il prato in alcuni punti. Farò più volte questi secchi miscelati fino ad aver riseminato tutti i punti sciupati. Si lo sò: è un lavoro certosino, ma con un pò di pazienza vedrete che bei risultati e che prato!

Giotto Sul PratoAh! naturalmente state attenti a non calpestare le zone riseminate per alcuni giorni. Io, a causa dello “gnometto” (Giotto il bassotto, per chi non lo conoscesse eccolo nella foto a destra quando il prato era in buone condizioni), semino prima una metà giardino e poi l’altra, cercando di  non farcelo camminare troppo sopra!!!

Se invece volete mettere il prato pronto è più o meno lo stesso: fino a tutto ottobre questo è anche il momento migliore per metterlo e farlo attecchire. Mi raccomando: anche col prato pronto dovete avere un buon terreno di base, tipo il terriccio per tappeti erbosi, su cui appoggiare i rotoli d’erba. Sicuramente col prato pronto dovrete faticare meno, ma non è detto che il risultato sia altrettanto bello.

Altra raccomandazione: tagliate spesso il prato, quando lo concimate, perchè più lo si taglia e più si “risistema”; invece quando avete seminato il prato, nei punti seminati aspettate che l’erba sia nata e cresciuta di qualche centimetro prima di passarci con il tagliaerba.

Anche per oggi mi sembra sia tutto, ricettina a parte…alla prox.


Torta Salata Con Ricotta E ZucchineTorta salata di ricotta e zucchine

Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia; per il ripieno: 1 vaschetta di ricotta, 1 uovo, qualche cucchiaio di latte, noce moscata q.b., parmigiano grattugiato q.b., 3-4 zucchine o 1 zucchina grande di trombette d’albenga (quella che ho usato io per la ricetta, ma vanno bene anche altri tipi di zucchine), 1 spicchio d’aglio, olio evo q.b., vino bianco per sfumare .

Procedimento: Innanzi tutto laviamo le zucchine, togliamoci le due estremità e facciamole a rondelle sottili. In una padella facciamo imbiondire l’olio e l’aglio, ed aggiungiamo le zucchine, facciamole andare a fuoco vivo per qualche minuto, poi abbassiamo la fiamma e sfumiamole con un pò di vino bianco, andando ad ultimarne la cottura. A questo punto, mentre le nostre zucchine si raffreddano un pò, prendiamo una tortiera tonda, stendiamoci la pasta sfoglia ed andiamo a bucherellare lievemente il fondo in qualche punto. Prendiamo poi una zuppiera, dove andremo ad unire tutti gli ingredienti del nostro ripieno: la ricotta, una grattata di noce moscata, l’uovo, qualche cucchiaio di latte, un bel pò di parmigino grattugiato, un pizzico di sale; amalgamiamo il tutto e solo alla fine incorporiamo anche le zucchine; se necessario potremo aggiungere più latte o più parmigiano se vediamo che il nostro impasto è troppo morbido o troppo denso. Infine mettiamo il composto così ottenuto nella tortiera, chiudiamo leggermente i bordi della pasta sfoglia all’interno, ed inforniamo il tutto più o meno per una mezz’ora a 180°.

Come si “incannano” le orticole?

Come si “incannano” le orticole?

Buongiorno a tutti i giadortisti! Questa settimana abbiamo raccolto tantissimi piselli (vedete come sono carini nella foto?)…per non parlare della super mangiata di albicocche (di cui abbiamo parlato “abbondantemente” la settimana scorsa)!!! Piselli

Ma veniamo al tema di oggi. Questa volta vi voglio parlare dei vari modi di “incannare” (come si dice da noi) o sostenere le piante del giadorto.

In giro per il mondo ho visto talmente tanti modi di mettere i sostegni a queste piante che c’è veramente l’imbarazzo della scelta; adottate quindi quello che vi piace di più o che si adatta meglio alle piante che dovete sostenere.  Allora, cominciamo con il “metodo singolo“, 1 pianta – 1 canna, che si adotta per sostenere anche le piante nei vasi (come la pianta di pomodoro in vaso nella foto sotto). Con questo metodo sostengo primariamente le melanzane, i peperoni e le zucche, alle quali servirà come “rampa di lancio” per arrampicarsi sui vari angoli del giadorto. Io, come ben sapete, metto zucche e zucchine rampicanti ovunque nel giardino; le faccio rampicare sui muretti perimetrali del giadorto, sul tetto della casetta di legno, sul tetto della tettoia del vicino :-) , sulle ringhiere, e quest’anno voglio fare la pergola con le Trombette d’Albenga (lo so la solita esagerata…!!! ma alle zucche non resisto, ne ho già messe più di 10 anche quest’anno ;-) ).

Pomodoro In Vaso Incannato

Quando le piante sono molte, invece che una sola, come nel caso di pomodori, piselli, fagiolini e cetrioli, la cosa si complica. Per i pomodori  uso quello che chiamo il “metodo classico” (vedi foto qui sotto di marzo 2012), cioè unisco le file di pomodori due a due, incrociando le canne e unisco in alto le due file con un’unica canna in orizzontale. Quest’anno ho fatto 7 “incannamenti” con file da quattro pomodori uniti assieme due a due…quindi 2 file di pomodori da 4 per un totale di otto pomodori uniti assieme per ogni filare; si arriva così ad un totale di 56 pomodori incannati in questo modo.Marzo 2012 Pomodori Incannati Classico

Oppure uso il “metodo capanna indiana(per intenderci), composta da 3 o più canne (come vedete nella foto sotto) per far arrampicare i fagiolini o i cetrioli, metodo secondo me carinissimo e con un effetto molto scenografico. Altrimenti c’è il “metodo dritto standard”, che uso più che altro per i piselli ma anche per i fagioli: formo una specie di griglia verticale che poi man, mano verrà riempita dalle piante (ne trovate un esempio nell’ultima foto sotto prima della ricetta).

Per quanto riguarda la scelta delle canne, uso sempre le canne di bambù, perchè sono più resistenti, duranno anni e anni e sono pressochè indistruttibili. Potete però usare anche quelle che si trovano in giro nelle zone incolte, spesso crescono in zone umide vicino ai fiumi…sono canne validissime ma meno legnose e un pò più morbide rispetto al bambù; quindi in questo caso la sostituzione andrà fatta più spesso: non dico che le dovrete cambiare ogni anno,  ma quasi. Negli ultimi anni, comunque, si trovano in commercio sempre più tipi diversi di sostegni; non solo di  legno ma  anche  di plastica.

Metodo Capanna IndianaInfine, che materiale usare per legare le varie piante del giadorto? Io per le orticole uso ormai da anni la rafia naturale, o al massimo quella un pò più colorata…è carinissima e sopratutto,  quando in autunno si dovranno togliere le piante, potrà essere buttata anch’essa nella compostiera, poichè essendo naturale si decomporrà come tutte le altre piante. In commercio esistono poi i più disparati laccetti in plastica semplice o con l’anima di metallo…fate voi. Io naturalmente vi consiglio le cose naturali. Per esempio il filo metallico rivestito di plastica lo uso solo per legare le piante rampicanti, che altrimenti col troppo peso o negli anni si slegherebbero. In particolare lo uso per legare la rosa rampicante ed il kiwi…per il resto cose più naturali possibile, mi raccomando…!

Che dire: per oggi è tutto. Voglio lasciarvi solo la ricettina di oggi, come sempre a semplice semplice, come tutte le cose del giadorto, anche se questa volta  con lo stesso ingrediente se ne fanno 2. Perché? – direte voi. Perché  coi piselli facciamo una pasta  e con le bucce  una sorta di vellutata sfiziosissima!!! Poi in tempi di crisi non si butta via nulla, no? (in realtà è da anni che la faccio perchè mi dispiace buttare via le bucce dei piselli senza utilizzarli).Fagiolini Incannati A Griglia

Rigatoni piselli, pancetta ed aglio fresco

Ingredienti: 160g di pasta tipo rigatoni (per 2 persone, che questo è periodo di dieta ferrea !!!), piselli sgranati freschissimi, pancetta dolce o affumicata a vostra scelta, 1 aglio fresco (aglio in “erba”, che si è diviso da poco in spicchi quindi è ancora tenerissimo più simile ad un cipollotto fresco), vino bianco per sfumare, parmigiano, sale e pepe (se graditi). Rigatoni Piselli Pancetta E Aglio Fresco

Procedimento: Dopo aver sgranato i piselli, lavateli e metteteli da parte; mettete l’acqua di cottura per la pasta; e poi in una padella fate scaldare un pò d’olio e soffriggete leggermente l’aglio o il cipollotto fresco e la pancetta. Solo ora aggiungete i piselli, continuate la cottura, e dopo qualche minuto mettete anche il vino bianco. Quindi fate cuocere bene i piselli. Quando l’acqua bolle, buttate la pasta e continuate a controllare la cottura dei piselli; se dopo che il vino si è ritirato risultano ancora duri, continuate la cottura aggiungendo l’acqua di cottura della pasta. E’ una sorta di principio di mantecatura; ho notato che se uso questo metodo l’amido che è già nell’acqua farà legare meglio la pasta successivamente. Solo all’ultimo, prima di scolare la pasta, aggiustate il sugo di sale e pepe. Una volta cotta, scolatela e mantecate il tutto col parmigiano e se necessario altra acqua di cottura. Impiattate e buon appetito!

Vellutata di bucce di piselli

Ingredienti: bucce di piselli non trattate, 1-2 cipollotti, 2-3 carote,  qualche costina di sedano, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 patata grande, sale, pepe, parmigiano, e se gradite potete aggiungere all’ultimo anche qualche crostino di pane.

Procedimento: ci sono varie versioni anche per questo piatto; la mia versione è questa, (le quantità degli ingredienti saranno più o meno a seconda di quante bucce di piselli avete): faccio un soffrittino di sedano, carota, cipolla e prezzemolo. Unisco poi le bucce dei piselli, magari un pò spezzetate per farle cuocere più in fretta, e la patata fatta a dadini; aggiungo acqua e faccio cuocere il tutto. Una volta cotto il composto lo faccio raffreddare, e passo il tutto nel passaverdure. Una volta passato, rimetto sul fuoco la vellutata, per farla scaldare ed eventualmente farla rapprendere un pò se risulta troppo liquida. Una volta che ha raggiunto la consistenza desiderata, impiattatela, aggiustate di pepe, aggiungete parmigiano e crostini di pane se graditi … ed il piatto è pronto…

Ops, il Giadorto è pieno di lumache!!!

Ops, il Giadorto è pieno di lumache!!!

Ciao ragazzi! Scusate, ma come al solito il giadorto mi ha assorbito un pò troppo in queste settimane. In compenso nel giardino ora non mi entra più nemmeno uno spillo…!!!

Allora: adesso stiamo mangiando le insalatine, il radicchio, la rucola, le puntarelle (cicoria catalogna per i non-romani), qualche asparago e da qualche giorno sono uscite le prime zucchine (vedete le prime 3 nella foto sotto); per non parlare  delle arance e della zucca dell’anno scorso, che devo sbrigarmi a finire!

A proposito: continua la campagna “adotta una zucca”….molte sono già state adottate. Fatemi sapere se ve ne occorrono altre che ne ho in più.

Le Prime Zucchine

Nel giadorto ho messo, oltre alle 62 piante di pomodoro, 8 piante di zucchine, 6 cavoli neri (per farci la ribollita),  insalate e radicchi di ogni genere; poi ho seminato la rucola, le fave, i fagiolini verdi, quelli viola e quelli lunghi (che noi chiamiamo di S. Anna), tre tipi di cetrioli, i pisellini, 6 melanzane di quelle innestate (quelle che vengono  alte 2 metri) e naturalmente l’immancabile basilico. Che altro? Ah, dimenticavo: 2 peperoni innestati (anche questi diventeranno un bel cespuglio di 2 metri) ed altri 12 peperoncini verdi dolci napoletani ( i “friggitielli”); infine ho piantato una bella pianta di cocomero (un cocomerino non può mai mancare nel giadorto, nè farà anche solo uno piccolo, ma il suo sapore è qualcosa di indescrivibile). Dulcis in fundo le zucche…la moscata, la napoli e tutte le altre. Più o meno è tutto quello che ho messo nell’ultimo mese, mese e mezzo, e che mi ha tenuto lontano dal nostro blog. Come vedete nella foto sotto, forse ho un pò esagerato…:-)

Ora basta dare acqua, stare dietro alle piantine (da legare nelle varie fasi di sviluppo) ed avere la pazienza che tutto maturi…

Giadorto In Crescita Maggio 2012

Purtroppo però ci si mettono sempre degli imprevisti; ad esempio con la pioggia di quest’anno, le lumache sono “lievitate”. Lo so: anch’io sono per la protezione degli animali però…o loro o noi; quando diventano troppe bisogna intervenire con mezzi più o meno cruenti.

Allora ho iniziato col cospargere cenere di legna intorno alle piante; una volta che ho finito quella (non producendone più, visto che non accendiamo più la stufa per scaldarci), ho trovato al vivaio un prodotto tutto naturale, che non dà fastidio ai nostri amici a 4 zampe…

Ad ogni modo dovete cospargere intorno alle piante uno dei due, formando un cerchio in modo da creare una barriera intorno alle pianticelle, la cenere di legna naturalmente dura solo fino alla prima pioggia, invece il prodotto in vendita naturale dura 10-15 gg  a seconda delle piogge o di quanto bagnate il giardino.

Questi metodi spesso bastano, ma non è detto che siano sufficienti, dipende dall’entità dell’invasione. Nei casi peggiori bisognerà purtroppo  passare alle maniere forti.

Per chi ha le chiocciole (quelle con la corazza, per intenderci) nel proprio giardino, è più semplice: si vedono molto meglio, basta catturarle, metterle in un barattolo e portarle in qualche zona incolta. Nel giadorto ci sono invece i lumaconi: brutti, viscidi, e sopratutto quasi invisibili…peccato che i danni che fanno, anche in una sola notte, siano spettacolari!!! Poi di giorno si fanno piccoli piccoli e vanno a nascondersi in angoli impensabili… Se loro sono cattivissimi lo divento anche io: mi hanno già mangiato 12 piante di lattuga che ora è tutta bucherellata,  nemmeno se le avessero sparato il risultato sarebbe stato tanto disastroso; speriamo che si ripigli, ma la vedo dura.

Visto che non sono riuscita a scacciarle del tutto coi cerchi di cenere, ho dovuto mettere le “cattivissime” trappole alla birra…!!! (mi spiace lumache ma ve la siete cercata…potevate stare sul prato a mangiarvi quello…no?). Sono dei contenitori banalissimi, si possono fare anche con i barattoli di yogurt da mezzo kg: si interrano nel terreno e si riempiono di birra…le lumache ghiotte verranno attirate e ahimè questa volta le dovremo far morire affogate :-( . Lo so è un pò crudele come cosa, ma quando si mettono così sul piede di guerra bisogna eliminarne un pò. Se riuscite a catturare i lumaconi, potete liberarli da qualche altra parte, io putroppo con le mie non ci sono mai riuscita, saranno troppo furbe…che vi devo dire…!!!

Oltre alle lumache ho anche un pò di “pidocchietti” verdi, sulle foglie delle orticole e purtroppo anche sugli agrumi, che non avevo mai avuto… ogni anno ce n’è una nuova!!! Per non disturbare il lavoro delle coccinelle, che sono ghiotte dei pidocchietti, proverò a spruzzare sulle piante un pò di acqua e sapone di marsiglia che mi dicono possa funzionare: provo e vi faccio sapere…

Va bene: per oggi è tutto … vi lascio con la ricettina di una pasta buonissima che ci siamo “pappati” ieri, fatta con una bella puntarella appena colta…

Puntarelle

VERMICELLI PUNTARELLE E PANGRATTATO


Vermicelli Puntarelle E PangrattatoIngredienti (per 2 persone)
: Vermicelli 200 gr, 1 cesto di cicoria-puntarella (vedi foto a destra), 1 spicchio d’aglio, 6 filetti di acciughe sott’olio, olio e.v.o., pangrattato q.b.

Procedimento: lavate il cesto di cicoria-puntarelle e tagliatelo finemente; nel frattempo mettete l’acqua per la pasta, e premunitevi di 2 padelline, una più grande dove poi condirete la pasta, ed una più piccola per far dorare il pangrattato. Nella padella più grande (io ho usato una specie di wok) mettete l’aglio, l’olio e 3 alici. Quando inizia a soffriggere aggiungete le puntarelle, dovranno cuocere solo pochi minuti (più o meno 5) per restare belle croccanti.

Nell’altro padellino invece mettete sempre un filo d’olio e le altre 3 alici, fate scaldare ed aggiungete solo ora il pangrattato. Dovete girarlo spesso e farlo dorare bene, perchè anche lui contribuirà a dare una piacevole croccantezza al piatto finito. Non appena bolle l’acqua, buttate i vermicelli; a cottura ultimata, ma ancora un pò al dente, scolateli (avendo cura di tenere sempre un pò d’acqua di cottura  a parte per la mantecatura), versateli nella padella con le puntarelle, l’acqua di cottura e il pangrattato, girate bene il tutto sul fuoco vivace e impiattate … il piatto è pronto e buonappettito…